Si è chiusa oggi l’edizione 2026 dei Port Days nei porti di Venezia e Chioggia con l’annuncio del nome attribuito alla nuova isola della laguna: RACU — “L’isola che cura Venezia”. Il nome è stato scelto da una giuria al termine del concorso rivolto alle classi quarte della scuola primaria della Città metropolitana. La manifestazione, in programma dal 2 ottobre, ha coinvolto complessivamente quasi 4.000 persone tra visite, concerti, laboratori ed escursioni.
Il concorso “Nome isola cercasi” ha visto la partecipazione di dieci classi, per un totale di circa 200 alunni. Le scuole coinvolte sono state la B. Zendrini di Pellestrina, le G. Gallina e G.R. Michiel del centro storico, la S. Pellico e la Berna di Mestre, la L. da Vinci di Pianiga, la M. Merlin di Sottomarina, la Goldoni di Spinea, la D. Alighieri di Portogruaro e l’European School of Venice di Zelarino.
La scelta del nome è stata operata da una giuria composta da rappresentanti delle istituzioni locali e del sistema portuale: Federica Bosello, Valerio Volpe, Dennis Wellington e Sara Lunardelli. I criteri di valutazione si basavano sulla pertinenza rispetto alla laguna e alle funzioni previste per l’isola, sulla coerenza della motivazione, sull’originalità e sulla capacità evocativa della proposta. I giurati hanno indicato all’unanimità la proposta vincente per l’equilibrio tra valore comunicativo e attinenza alle finalità dell’intervento.
RACU è l’anagramma della parola “cura” e nella motivazione della classe viene definita “l’isola che cura Venezia”: uno spazio pensato per contribuire alla salvaguardia della laguna e al miglioramento della navigazione, nel rispetto dell’equilibrio naturale. Il nome richiama inoltre un richiamo culturale alla tecnica giapponese del raku, che trasforma la materia in modo armonico con la natura, e sottolinea il rapporto storico tra Venezia e l’Oriente.
L’iniziativa non si esaurisce nel gesto simbolico della denominazione. AdSP MAS, Comune di Venezia e Autorità per la Laguna stanno studiando un programma di attività didattiche che prenderà avvio nel 2027, con una serie di laboratori rivolti alle scuole per approfondire le funzioni dell’isola e avvicinare gli studenti ai temi della tutela ambientale e della gestione del territorio lagunare.
Il bilancio complessivo dei Port Days sottolinea la varietà del calendario proposto tra Venezia, Marghera e Chioggia. L’apertura è stata affidata al San Basilio Waterfront Music Fest, che ha registrato circa 1.000 partecipanti. A Chioggia le visite alla sede della Capitaneria sono andate “tutto esaurito” e il concerto dei Vocal Skyline ha unito musica e immagini per raccontare la portualità locale.
Particolarmente nutrite sono state le attività di Port Educational: circa 200 bambini hanno preso parte ai laboratori, e per la prima volta sono state coinvolte anche le scuole dell’infanzia. Tra le iniziative per i più piccoli spiccava una caccia al tesoro dedicata alla conoscenza del porto e del territorio. A Porto Marghera, le escursioni in barca e le visite alla Venezia Heritage Tower hanno coinvolto circa 450 persone, offrendo l’opportunità di osservare da vicino infrastrutture e spazi produttivi.
Il programma ha inoltre previsto momenti online come podcast informativi, oltre a proposte culturali dal vivo. All’Auditorium Santa Margherita lo spettacolo “Cotrugli. Il libro dell’arte della mercatura”, prodotto da Fucina Arti performative Ca’ Foscari, ha fatto il doppio sold out. Le giornate conclusive si sono svolte negli spazi di Vecon PSA Venice, dove oggi erano presenti i 200 alunni delle classi partecipanti al concorso insieme ai loro insegnanti.
L’edizione 2026 dei Port Days si chiude confermando la volontà dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale di intensificare il rapporto tra porto e comunità, mettendo a sistema attività formative, culturali e ricreative che coinvolgono cittadini, famiglie e scuole.






























































