giovedì, Ottobre 22, 2026
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Verona: oltre 300 emendamenti all’Industrial Accelerator Act da eurodeputati italiani e ECR

Sono iniziati i negoziati sul provvedimento europeo noto come Industrial Accelerator Act. In apertura dei lavori, eurodeputati italiani e i rappresentanti del gruppo ECR hanno depositato oltre 300 emendamenti per modificare il testo in discussione.

Le proposte presentate si fondano sulla posizione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sulle richieste degli stakeholder, emerse in larga parte durante il convegno nazionale tenutosi a Verona lo scorso settembre alla presenza dei ministri Adolfo Urso e Gianmarco Mazzi, organizzato dall’europarlamentare Daniele Polato (Fratelli d’Italia-ECR).

Polato, coordinatore ECR nella commissione Commercio internazionale, ha commentato la prima mattinata di negoziati sottolineando l’importanza delle modifiche proposte. «L’Industrial Accelerator Act è un dossier decisivo per il futuro della nostra industria», ha dichiarato. «Le imprese italiane hanno bisogno di regole che sostengano chi produce, investe e crea lavoro, non di nuovi vincoli che ne frenino la competitività. Per questo, durante il convegno nazionale di Verona dello scorso settembre, abbiamo riunito le associazioni di categoria per ascoltare le esigenze del sistema produttivo e trasformarle in proposte concrete».

L’obiettivo dichiarato è rendere il provvedimento uno strumento di tutela per la manifattura e di incentivo per il “Made in Europe”.

Il pacchetto di oltre 300 emendamenti si inserisce in un dibattito europeo più ampio, che al momento conta circa 5mila proposte di modifica complessive. Tra le istanze principali portate al tavolo negoziale figurano:

– la neutralità tecnologica nel settore automotive, con la richiesta di riconoscere, oltre all’elettricità, anche biocarburanti, idrogeno e carburanti sintetici;
– requisiti più stringenti per il riconoscimento del marchio “Made in Europe”;
– misure di tutela per il settore dell’acciaio europeo, inclusa la ghisa, con una quota del 50% riservata alle basse emissioni;
– l’adozione di un nuovo metodo europeo per il calcolo delle emissioni basato su dati effettivi, che valorizzi i processi di riciclo;
– il riconoscimento delle specificità e degli investimenti in ricerca e sviluppo dei piccoli costruttori di veicoli e batterie;
– la digitalizzazione degli sportelli e la semplificazione delle autorizzazioni per le Piccole e Medie Imprese (PMI);
– sostegni mirati per le produzioni a basse emissioni nei comparti della chimica, della plastica e dei fertilizzanti.

I negoziati sull’Industrial Accelerator Act proseguiranno per diversi mesi; secondo l’iter previsto, il provvedimento dovrebbe approdare sui banchi del Parlamento Europeo per la discussione all’inizio del prossimo anno.