Nel quartiere Saval la Polizia di Stato ha eseguito l’arresto in flagranza di un 23enne veronese, del suo cugino di 24 anni e di un loro amico di 19 anni, ritenuti responsabili in concorso di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di arma clandestina con matricola abrasa e detenzione illegale di munizionamento. Nell’ambito della stessa attività è stata arrestata anche una donna di 63 anni, originaria di Legnago, accusata di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di detenzione abusiva di armi.
L’operazione è stata condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica scaligera ed è parte di una più ampia attività antidroga finalizzata a contrastare lo spaccio, anche di sostanze “pesanti”, nella periferia di Verona.
Nella loro abitazione i due cugini sono stati trovati in possesso di oltre duecento grammi lordi di hashish e di oltre cento grammi lordi di marijuana, nonché di bilancini di precisione e di strumenti atti al confezionamento. Nel corso degli accertamenti sono state anche rinvenute otto cartucce calibro 9×21 e diversi caricatori. Parte dello stupefacente è stata sequestrata in un garage di pertinenza dell’abitazione, dove era presente il 19enne, indicato come un apparentemente “guardiano” della droga; nel garage è stata inoltre recuperata una pistola semiautomatica marca Beretta, modello 70 calibro 7.65, con matricola abrasa.
La donna di 63 anni è stata sottoposta a perquisizione e trovata in possesso di oltre 110 grammi lordi di sostanza risultata positiva al narcotest per la cocaina, di bilancini di precisione, di strumenti per il confezionamento e di due bastoni telescopici.
Al termine degli atti di rito gli indagati sono stati associati alla casa circondariale di Verona Montorio, a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente. Si precisa che la responsabilità penale di ciascuno si considera accertata solo all’esito del giudizio, con sentenza penale passata in giudicato.































































