sabato, Ottobre 17, 2026
Home Informazione Locale Verona Verona, scontro sulla toponomastica: togliere il lungadige Pasetto per Tina Merlin

Verona, scontro sulla toponomastica: togliere il lungadige Pasetto per Tina Merlin

A Verona torna al centro del dibattito politico la toponomastica di lungadige Nicola Pasetto, già teatro in passato di atti vandalici. La proposta, avanzata dalla consigliera comunale Chiara Stella (lista Tommasi Sindaco), mira a rimuovere l’intitolazione al deputato del Movimento Sociale Italiano e di Alleanza Nazionale, morto nel 1997 a 35 anni in un incidente stradale, per dedicare il tratto stradale alla giornalista e staffetta partigiana Tina Merlin. Il tratto in questione corre parallelo a lungadige Porta Vittoria, nella zona di Veronetta.

Stella ha ricordato il centenario della nascita di Tina Merlin e ha sostenuto che «il lungadige Pasetto dovrebbe essere a lei intitolato: il lungadige Tina Merlin sarebbe una scelta perfetta». Alla proposta si è subito affiancata la consigliera Jessica Cugini (In comune per Verona), che chiede di cancellare anche la sala del terzo piano di Palazzo Barbieri attualmente dedicata al politico veronese. «Una strada e una sala comunale sono davvero troppo per un personaggio fascista», ha dichiarato Cugini.

Cugini ha richiamato episodi del passato, citando in particolare un’aggressione del 1981 e una rissa in Parlamento nel 1994, e ha ricordato il caso del 2008 «in cui venne ucciso da mano fascista Nicola Tommasoli», sostenendo che gli aggressori provenivano «dalla stessa storia di Nicola Pasetto». Conclusiva la sua proposta: «O si toglie la targa o si aggiunge sotto quel che Pasetto è stato: un picchiatore fascista, come ha ricordato la consigliera Chiara Stella».

La reazione dei partiti di centrodestra è stata immediata e dura. Fratelli d’Italia ha definito la proposta uno strumento di strumentalizzazione e ha criticato l’iniziativa di Stella. Il coordinatore cittadino Luca Mascanzoni ha attaccato la consigliera, parlando di «inopportune dichiarazioni di una confusa consigliera comunale» e accusandola di un intervento «del tutto fuori tema e fuori luogo» durante il ricordo istituzionale del Vajont. Nella nota del partito si parla di «epurazione toponomastica ideologica».

Anche la Lega è intervenuta, bollando l’iniziativa come un tentativo di importare la «cancel culture» a Verona. L’eurodeputato e segretario provinciale Paolo Borchia ha definito la proposta della sinistra una «bislacca» iniziativa legata alla «grottesca pretesa di lottizzare pure la toponomastica».

La vicenda ha riacceso lo scontro politico sulla memoria pubblica in città, con posizioni nettamente contrapposte tra chi chiede la rimozione dell’intitolazione e chi la difende come parte della storia locale.