Le organizzazioni sindacali veronesi del comparto scuola hanno diffuso un documento unitario per prendere posizione contro i crescente fenomeno di violenze registrate negli istituti del territorio. Il comunicato è stato sottoscritto dai rappresentanti di dirigenti, docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).
I firmatari segnalano il moltiplicarsi di casi problematici sia all’interno sia all’esterno delle strutture scolastiche: intimidazioni anonime agli edifici, aggressioni fisiche e verbali ai danni dei lavoratori, episodi di bullismo e cyberbullismo tra studenti e proteste che sono degenerare in danneggiamenti. La nota è stata sottoscritta congiuntamente dai referenti veronesi di ANIEF, ANP, CISL Scuola, Dirigentiscuola, FLC CGIL, Gilda degli Insegnanti, SNALS Confsal e UIL Scuola RUA.
Nel documento le sigle ribadiscono l’importanza del confronto e della critica come pilastri dell’educazione civica e ricordano che la scuola favorisce assemblee, rappresentanza studentesca e il dissenso pacifico. Tracciano però un limite netto contro ogni forma di violenza: «Quando il dissenso o il conflitto si trasformano in minaccia, intimidazione, aggressione o umiliazione, non c’è più nulla da discutere», si legge nella nota. La condanna si estende a chiunque faccia ricorso alla violenza, sia contro docenti, personale di segreteria, collaboratori scolastici o dirigenti, sia contro le strutture pubbliche, e non viene tollerato alcun comportamento che generi paura tra chi studia e lavora.
Le organizzazioni chiedono che ogni episodio oltre i limiti di legge venga immediatamente segnalato alle autorità e sollecitano misure di tutela concrete, legali e psicologiche, per i lavoratori vittime di aggressioni, oltre a percorsi di accompagnamento per gli studenti coinvolti. Alle istituzioni locali e nazionali viene richiesto ascolto, risposte tempestive e risorse adeguate per garantire la sicurezza.
Il documento si chiude con un appello a evitare che il clima di tensione svuoti le aule: le sigle invitano le famiglie a continuare a mandare i figli a scuola con fiducia e sollecitano gli studenti a esprimere le proprie opinioni a viso aperto. «Le scuole restano aperte. Il confronto democratico è benvenuto. La violenza e la paura no», dichiarano i rappresentanti.































































