Dopo i recenti disordini che hanno interessato diverse città venete, fra cui Verona, il Governo ha approvato un decreto che esclude l’attribuzione di poteri di polizia giudiziaria ai militari. La decisione è stata accolta favorevolmente da Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della IV Commissione per la promozione della legalità.
Trevisi intervenuto nel dibattito sulla sicurezza urbana ha sottolineato come la gestione dei centri cittadini richieda personale con un addestramento specifico, capace di affrontare situazioni ad alta tensione senza farle degenerare. «Lo stop all’attribuzione di poteri di polizia giudiziaria ai militari è una scelta di buon senso», ha detto, ricordando che alcuni sindacati di polizia avevano già sollevato perplessità sul tema.
Per il consigliere dem reprimere i reati richiede competenza: «Chi devasta una città, aggredisce un agente o saccheggia un negozio deve essere identificato e rispondere di quello che ha fatto, senza alcuno sconto. Proprio per questo servono poliziotti preparati e messi nelle condizioni di intervenire». Pur riconoscendo che l’Esercito svolge efficacemente compiti come il presidio degli obiettivi sensibili, Trevisi ha ribadito che governare una piazza richiede tempistiche e approcci operativi differenti.
Un altro rischio, secondo il presidente della IV Commissione, è che l’impiego dei militari finisca per oscurare le vere carenze del comparto sicurezza, in particolare la mancanza di personale all’interno di questure e commissariati.
Da qui le proposte rilanciate da Trevisi per supportare le forze dell’ordine: aumento degli agenti, garanzia di formazione continua e mezzi adeguati. Tra le richieste figura anche la necessità di maggiori tutele penali per gli operatori aggrediti in servizio, sul modello di quanto già previsto per il personale sanitario. A queste si aggiungono esigenze economiche e logistiche, come il regolare pagamento degli straordinari e la disponibilità di alloggi per chi presta servizio in città con un alto costo della vita.
«La sicurezza è un diritto e lo Stato deve garantirla con una presenza stabile e professionale. Le piazze non hanno bisogno di un cambio di uniforme: hanno bisogno di Polizia più tutelata e presente sul territorio», ha concluso Trevisi.






























































