sabato, Ottobre 17, 2026
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Verona, Un quarto d’ora con Daniele Polato: dal Parlamento Europeo alla Fiera

Torna l’appuntamento con “Un quarto d’ora con…”, il format di approfondimento in onda su Radio Adige TV dopo il TG Daily delle 19 il martedì e il venerdì. Ospite dell’ultima puntata a Verona Network è stato Daniele Polato, europarlamentare di Fratelli d’Italia nel gruppo ECR e coordinatore della commissione per il Commercio internazionale al Parlamento Europeo. Polato è stato anche assessore al Comune di Verona e consigliere regionale del Veneto.

Nel corso dell’intervista Polato ha affrontato temi nazionali, europei e locali, a partire dall’Industrial Accelerator Act, provvedimento europeo che ha al centro la competitività delle imprese e che, ha spiegato, traduce in misure concrete i report di Draghi e Letta. Secondo l’europarlamentare l’obiettivo è stimolare una competitività persa, fornendo a industria, agricoltura e PMI strumenti per affrontare il mercato globale. Polato ha richiamato la necessità di due principi fondamentali: la reciprocità — perché chi commercia con l’Europa rispetti condizioni fiscali e vincolistiche analoghe — e la neutralità tecnologica. Ha inoltre criticato l’impatto di alcune politiche ambientali, come il Green Deal, sostenendo che abbiano messo in difficoltà alcune filiere europee e che l’Europa debba evitare di subire scelte altrui.

Sul fronte logistico e infrastrutturale ha sostenuto la necessità di integrare Quadrante Europa con i porti di Venezia e Marghera per garantire filiere più veloci e ridurre i costi della logistica. Polato ha ricordato che, insieme al ministro Urso, ha contribuito a un emendamento che ha portato la commissione ITRE a votare favorevolmente il porto di Marghera come sito principe per le materie prime rare, collegandolo con Verona e Ravenna. Ha inoltre denunciato come, a suo avviso, gli interventi degli austriaci sul ponte Lueg sull’asse del Brennero stiano bloccando gran parte del traffico verso Verona, con conseguenti danni economici, e per questo ha insistito sulla centralità dell’intermodalità, includendo Aeroporto e Fiera.

Sulla Fiera di Verona Polato ha elogiato i risultati di Veronafiere e del suo management, citando manifestazioni come Vinitaly, Fieracavalli e Marmomac come esempi di eccellenza. Ha proposto un ragionamento di sistema per il comparto fieristico nazionale basato sull’inclusione e sulla difesa delle specificità di ogni polo, piuttosto che su fusioni che possano “mangiare” altri eventi, ricordando la scelta dell’aumento di capitale che in passato ha aiutato Veronafiere a superare il post-Covid.

Quanto al quadro politico cittadino, Polato ha riconosciuto che il suo nome circola tra i papabili per la candidatura a sindaco di Verona, ma ha sottolineato il ruolo attuale che ricopre a Bruxelles e la necessità di partire dal programma. Ha detto che il centrodestra a Verona è unito e che la scelta del candidato dovrà essere il frutto di sintesi e ascolto: l’obiettivo, ha indicato, è avere un nome entro la fine dell’anno per potersi lavorare nelle otto circoscrizioni.

Nell’ultima parte dell’intervento, con le domande finali a risposta breve tipiche del format, Polato ha indicato alcune priorità e posizioni personali. La legge italiana che cambierebbe riguarda il rapporto con la moneta elettronica: propone una norma per redistribuire gran parte degli extra-ricavi derivanti dalle commissioni, destinandoli al sociale. Ha citato Ilaria Salis (di AVS) come politico di un altro schieramento con cui gli piacerebbe confrontarsi a cena per capire il suo modo di ragionare. Ha indicato i giovani come il problema quotidiano dei veronesi più sottovalutato nel dibattito pubblico. Sull’Unione Europea ha detto che va cambiata per renderla più forte nei tavoli negoziali; sull’autonomia delle Regioni si è detto favorevole a un maggiore trasferimento delle materie delegate, collegandolo al fatto che «l’80% dei veneti chiede l’autonomia». Per la questione del fine vita ha affermato che una legge nazionale è prioritaria e ha ricordato di aver votato contro la proposta della Giunta Zaia in Regione. Infine, la battaglia politica che vorrebbe portare avanti — anche se difficile — è quella a favore dei giovani e del loro coinvolgimento.