sabato, Ottobre 17, 2026
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Bologna, Ranucci: dopo l’ordinanza i colleghi di Report potevano mandare un po’ prima

«Magari potevano mandare un messaggio un po’ prima, in maniera anche forte». Così Sigfrido Ranucci ha commentato, a margine dello spettacolo “Diario di un trapezista” al teatro Duse di Bologna, la nota diffusa oggi dalla squadra di Report in cui si afferma di non averlo mai sfiduciato né di averne chiesto la rimozione.

La presa di posizione della redazione è arrivata all’indomani dell’ordinanza del Tribunale di Roma che ha respinto l’istanza del giornalista per il reintegro alla guida del programma. Ranucci ha spiegato che i colleghi che dirigeva fino a qualche mese fa si sono espressi «oggi perché si sono resi conto che nell’ordinanza il giudice aveva rigettato il ricorso, motivandolo, attingendo a una serie di dichiarazioni degli amici».

«Perché non ho avuto solo Lavitola come amico, ho avuto pure Santoro che ha detto che avrei dovuto abbandonare Report, Formigli, anche Saviano», ha aggiunto Ranucci, osservando tuttavia che «sono state tutte dichiarazioni drogate da un fatto: ci sono stati 3.500 articoli falsi che hanno condizionato le opinioni delle persone, il cosiddetto rumore mediatico, che è stato poi alla base anche della decisione del giudice».

Ranucci ha concluso dicendo che «è passato il concetto che si può rimuovere un giornalista in base al rumore mediatico, poco importa se sia vero o falso, io credo che non sia giusto questo».