sabato, Ottobre 17, 2026
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Zurigo: Infantino sotto pressione per compensi e diritti, caccia a sfidante

Da superfavorito per una rielezione senza avversari a presidente sotto pressione: la posizione di Gianni Infantino si è complicata a pochi mesi dalle elezioni Fifa di marzo, osserva il quotidiano The Times dopo un’inchiesta sul doppio stipendio del numero uno del calcio mondiale.

Fino a pochi mesi fa circa 200 delle 211 federazioni affiliate avevano manifestato sostegno a Infantino, lasciando presagire una riconferma senza opposizione. A luglio, però, il progetto riservato di cedere agli investitori quote dei diritti commerciali della Coppa del Mondo ha provocato una frattura ai vertici del calcio mondiale; secondo il Times neppure il Consiglio Fifa sarebbe stato informato preventivamente del piano, poi accantonato.

Le nuove polemiche riguardano anche i compensi del presidente: la Fifa avrebbe utilizzato due distinti schemi di pagamento, uno dei quali non risulterebbe nel rapporto annuale. La questione solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla conformità ai principi di governance che l’organizzazione aveva promosso dieci anni fa, quando Infantino partecipava al processo di riforma. Il presidente italo-svizzero potrebbe essere chiamato a fornire spiegazioni ai membri del Consiglio riuniti a Zurigo.

La federazione norvegese ha presentato tre reclami agli organi competenti della Fifa, riguardanti il premio per la pace assegnato a Donald Trump, il caso Folarin Balogun (la revoca della sua squalifica dopo un’espulsione ai Mondiali 2026 per intercessione dello stesso Infantino) e il progetto sui diritti commerciali dei Mondiali. Ulteriori interrogativi sono emersi sulla qualificazione della Repubblica Democratica del Congo, nonostante dubbi sull’idoneità di un portiere.

Il nodo politico resta la successione. Victor Montagliani, presidente della Concacaf, era stato considerato un possibile sfidante, ma ora — riferisce il quotidiano britannico — punta alla riconferma alla guida della confederazione nordamericana. Tra i nomi circolati figurano lo sceicco Salman, presidente della confederazione asiatica, e il principe giordano Ali bin al-Hussein. Sempre secondo il Times, sarebbero stati avviati contatti esplorativi con Arsène Wenger e con Michele Kang. Un altro potenziale candidato, la cui identità non è stata resa nota, starebbe valutando la possibilità di scendere in campo.

Le candidature dovranno essere presentate entro il 18 novembre e ogni aspirante presidente dovrà ottenere il sostegno di almeno cinque federazioni nazionali. Se nessuno si opporrà, Infantino sarà rieletto per un quarto e ultimo mandato. Il Times avverte però che una conferma senza rivali rischierebbe di approfondire la frattura con le federazioni critiche e di riaprire il dibattito sulla trasparenza e sulla governance del calcio mondiale.