«Non possiamo considerare il Pnrr una parentesi. Siamo entrati in quel percorso, ci dobbiamo restare. La via è quella miliardi di avvicinare il risparmio privato all’investimento pubblico».
Lo ha detto il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, lanciando l’idea di un «nuovo Pnrr: un Pnrr 2.0», in un colloquio con l’ANSA.
Secondo Tarquini uno degli obiettivi principali del Paese deve essere quello di sbloccare il risparmio privato. Ha citato cifre rilevanti: «1.500 miliardi fermi sui conti correnti a rendimento zero, 400 miliardi dei fondi di previdenza». Per questo, ha spiegato, vanno «create misure di incentivo e disincentivo perchè una parte affluisca su progetti pubblici. E’ tra le nostre proposte per la manovra».
Il direttore generale di Confindustria ha inoltre richiamato il rischio di una «frenata» della crescita con la conclusione del Pnrr e ha indicato l’effetto potenziale dello sblocco di una parte del risparmio: «anche solo l’1% dai conti ed il 2,5% dai fondi, sarebbero 25 miliardi: una spinta notevolissima».


























































