La manovra 2027 procede a rilento e con molte incognite. La decisione del governo di puntare sulla procedura europea per dare risposte alle famiglie in difficoltà per l’inflazione ha spostato i tempi: l’arrivo del provvedimento in Parlamento, quinta legge di bilancio del governo Meloni, viene rinviato e alcune misure che sembravano in pole position perdono quota, mettendo in fibrillazione la maggioranza.
Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha varato il Documento programmatico di bilancio (Dpb), l’ossatura su cui dovrà prendere forma la manovra, è emersa una certa incertezza. Palazzo Chigi ha diffuso nel pomeriggio un ordine del giorno che includeva, oltre al Dpb, anche “l’illustrazione delle linee” della manovra; tre quarti d’ora dopo l’odg è stato aggiornato e quel punto è scomparso. Fonti di Palazzo Chigi hanno parlato di “mero errore materiale” e viene ricordato che lo stesso ministro Giorgetti aveva chiarito in Aula che l’approvazione sarebbe avvenuta in un momento successivo.
Il ministro vorrebbe infatti attendere la conclusione della procedura europea sulla clausola di salvaguardia per definire una manovra con “contorni definiti”. Poiché il verdetto è atteso dall’Eurogruppo del 9 novembre, potrebbe non essere rispettato il termine, non perentorio, del 20 ottobre per l’invio del testo al Parlamento.
Intanto il Parlamento ha dato il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica e allo scostamento per quasi 29 miliardi di flessibilità concesso dall’Ue per energia e difesa. Ma il perimetro delle misure resta incerto. L’estensione del taglio dell’Irpef fino a 60mila euro, che il viceministro dell’Economia Maurizio Leo aveva tre giorni fa quasi dato per fatta, è al momento congelata, secondo fonti della maggioranza. Non tutti gli alleati concordano: il leader di Forza Italia Antonio Tajani ribadisce la necessità di procedere con un nuovo taglio dell’Irpef, affermando “Assolutamente no, bisogna procedere per un nuovo taglio dell’Irpef”.
In alternativa al taglio esteso dell’Irpef — che avrebbe riguardato 3,3 milioni di contribuenti — si valuta un bonus per i fragili, pensato per intercettare una platea più ampia. Un’idea in discussione, sulla falsariga di una proposta di Forza Italia, è di anticipare all’anno in corso le detrazioni Irpef per le spese sanitarie. Il Mef intende inoltre confermare la detassazione degli incrementi contrattuali e l’iperammortamento, che si punta a rafforzare.
Per la sanità è difficile prevedere eventuali stanziamenti aggiuntivi: per il ministro Orazio Schillaci l’importante è che i fondi vengano “spesi bene”. Bruxelles permettendo, si lavora anche per estendere la flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro, proposta della Lega, che spinge anche per pensioni anticipate e per il taglio del canone Rai. Per le misure a favore dei giovani circolano proposte diverse: una flat tax sugli aumenti contrattuali, la proposta di Forza Italia di una no tax area per gli under 35 e la richiesta di Noi Moderati di zero tasse per i giovani con interventi anche sugli affitti a lungo termine. Fratelli d’Italia vorrebbe rendere strutturale la detassazione dei fringe benefit, mentre Forza Italia propone di estendere l’esenzione dal bollo per tutte le prime auto, comprese quelle aziendali.
La ricerca delle coperture complica ulteriormente il quadro: l’attenzione è puntata sulle banche — con Matteo Salvini che si aspetta 5 miliardi — mentre Antonio Tajani si dice disponibile a un contributo ma “senza tassare gli extraprofitti”; al centro delle ipotesi ci sono anche assicurazioni, società energetiche, giochi, sigarette e risparmi del Pnrr.
Sui tavoli tecnici si ragiona su coperture per circa 8 miliardi che, sommate ai 14,4 miliardi di flessibilità, porterebbero a una manovra da poco più di 22 miliardi. Una quadratura del cerchio non scontata, in una congiuntura definita tutt’altro che favorevole. “Si annunciano nuvoloni all’orizzonte”, ha ammesso Giorgetti, che prima di “uscire in mare” assicura di voler mantenere la rotta seguita in questi anni: lungo la linea della “prudenza” e del “rigore”, rispettando il sentiero del “consolidamento” dei conti.


























































