Caserta — Si è svolta il 7 ottobre la seconda seduta della Conferenza di Servizi per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) relativo alla riapertura della Cava Iuliano, destinata alla realizzazione di un impianto di recupero e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi provenienti dal settore delle costruzioni e delle demolizioni.
Dai resoconti emersi a seguito della riunione era parso che gli orientamenti degli enti partecipanti risultassero divisi: pareri negativi erano stati attribuiti ad ASL, ARPAC, Soprintendenza ai Beni Culturali e Polizia Municipale, mentre la Provincia – secondo quanto riportato dalla stampa locale – avrebbe espresso un parere favorevole e il Comune di Caserta un parere subordinato a integrazioni documentali. Il Comune, con un comunicato, ha però precisato che la notizia era inesatta e che il proprio parere va inteso esplicitamente come negativo.
Anche la Provincia ha diffuso ieri una nota nella quale afferma: “La Provincia di Caserta ribadisce…di non aver espresso alcun parere tecnico favorevole sul progetto in sede di conferenza dei servizi e che l’istruttoria relativa alla propria competenza è tuttora in corso. Ogni diversa rappresentazione della posizione dell’Ente non trova riscontro negli atti amministrativi finora adottati, come potrà essere verificato anche attraverso il verbale ufficiale della riunione”.
Sulla vicenda è intervenuto oggi il comitato civico contrario all’insediamento produttivo nella Cava Iuliano, che aveva partecipato alla Conferenza di Servizi del 7 ottobre come portatore di interessi diffusi. Nel comunicato, i comitati ribadiscono di aver riportato quanto direttamente ascoltato durante la riunione e chiedono che le loro testimonianze siano rispettate.
Secondo il racconto dei comitati, in quella sede il rappresentante provinciale si sarebbe espresso con questa dichiarazione: “Se non sussiste il vincolo paesaggistico fatte queste integrazioni, possiamo procedere al rilascio del provvedimento autorizzativo”. Parallelamente, sempre secondo i comitati, l’incaricato del Comune avrebbe concluso con la frase «fatte queste integrazioni, possiamo procedere al rilascio del provvedimento autorizzativo».
I comitati sottolineano che tali passaggi avrebbero contribuito alla prosecuzione dell’istruttoria e al rinvio della seduta al 18 novembre, nonostante i pareri non favorevoli già pervenuti da altri enti. Prendono atto delle successive precisazioni diffuse da Comune e Provincia e osservano che, se le posizioni ufficiali risultano oggi contrarie alla realizzazione del progetto, ciò va letto positivamente, con l’auspicio che le dichiarazioni verbali siano accompagnate da atti formali coerenti con la tutela del territorio.
Nel comunicato i comitati richiamano inoltre l’attenzione sulla documentazione progettuale, che indica una capacità di ricezione e trattamento pari a 108.000 tonnellate annue di rifiuti inerti provenienti dall’esterno, con possibili ricadute ambientali e sanitarie da valutare con rigore e trasparenza.
I firmatari del comunicato sono: Ambiente e Diritti Calpestati – Caserta, Comitato No Cave, Comitato di quartiere Centurano-Cerasola, Giardinieri senza Frontiere e Parrocchia di San Bartolomeo. I comitati dichiarano di continuare a seguire il procedimento, a esaminare gli atti e a informare la comunità, ribadendo che la tutela del territorio non è una battaglia di parte ma una responsabilità verso l’intera collettività.
La conferenza di servizi era stata preceduta da un primo incontro il 28 luglio; la riunione per proseguire l’istruttoria è stata fissata per il 18 novembre.





























































