sabato, Ottobre 17, 2026
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Roma, Iveco: confermati da Tata oltre 76 milioni di investimenti in Italia nel 2026

Roma — Il futuro di Iveco e il rafforzamento della sua presenza industriale in Italia sono stati al centro del tavolo convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Il ministro Adolfo Urso ha ribadito il valore strategico dell’azienda per il sistema produttivo nazionale, sottolineando la necessità che gli impegni confermati da Tata Motors si traducano in un effettivo rilancio industriale, capace di consolidare la produzione sul territorio e migliorare la competitività internazionale del gruppo.

L’amministratore delegato di Iveco, Olof Persson, ha confermato il programma di investimenti per il 2026: risorse complessive superiori a 76 milioni di euro per gli stabilimenti italiani, così distribuite — 35 milioni per Torino, 15 milioni per Foggia, 14 milioni per Suzzara e 12 milioni per Brescia. Per lo stabilimento pugliese è stato inoltre ricordato l’investimento di 37 milioni di euro già realizzato da Fpt Industrial per trasferire a Foggia la produzione del motore F5.

Il ministero ha riferito le parole dell’amministratore delegato di Tata Motors, che ha ribadito il ruolo centrale dell’Italia nelle prospettive future di Iveco e la volontà di mantenere gli impegni precedentemente assunti. La strategia del gruppo, sempre secondo quanto comunicato dal Mimit, si svilupperebbe su un orizzonte temporale di lungo periodo, andando oltre la scadenza delle garanzie non finanziarie previste per due anni.

Il ministro Urso ha inoltre riaffermato la posizione del governo a favore della neutralità tecnologica, perché le politiche europee sulla decarbonizzazione valorizzino tutte le soluzioni disponibili senza penalizzare la competitività delle imprese né mettere a rischio i livelli occupazionali. Il Mimit ha confermato che continuerà a monitorare l’attuazione degli impegni assunti e il rispetto delle condizioni fissate dal governo, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’occupazione, alla continuità delle attività produttive, allo sviluppo tecnologico, alla ricerca e alla tutela del patrimonio industriale italiano.

Il commento dell’assessore alle Attività produttive del Comune di Brescia, Andrea Poli, è stato di “giudizio complessivo positivo”. Poli ha apprezzato l’approccio con cui Tata si è presentata al tavolo — definendolo un confronto aperto e disponibile ad ascoltare — e ha posto alcune domande considerate essenziali. La prima riguarda gli investimenti: “12 milioni sono una cifra importante, ma conta sapere a cosa saranno destinati. Investire in uno stabilimento significa scegliere quali produzioni e quali competenze rafforzare, e su questo serve una risposta precisa”.

La seconda questione, e più delicata, riguarda le linee di prodotto. Poli ha ricordato che lo stabilimento di Brescia è particolarmente esposto su questo fronte: “Il Daily ha un mercato solido; il pesante, prodotto in Spagna, ha un mercato solido ed è realizzato in un Paese che oggi è più competitivo del nostro sul piano dei costi. Il segmento che negli ultimi anni ha sofferto di più è quello del camion medio, l’Eurocargo, che è il cuore della produzione bresciana. Il futuro di Brescia dipende dal futuro di quel prodotto. Non ho ricevuto risposte puntuali, ma ho apprezzato che l’azienda si sia fatta carico del tema e si sia impegnata ad approfondirlo”.

Poli ha inoltre chiesto che venga illustrato il piano industriale per l’Europa nel suo complesso: “Le scelte che Tata farà negli altri Paesi sono la chiave per valutare se gli impegni presi per l’Italia siano sostenibili e coerenti con la strategia del gruppo”. Sull’apertura dell’azienda a questo confronto l’assessore si è detto favorevole.

Infine Poli ha riconosciuto il ruolo delle organizzazioni sindacali: “Se oggi siamo a questo punto – conclude l’assessore – con impegni scritti e un confronto avviato, lo dobbiamo al lavoro costante, serio e responsabile delle organizzazioni sindacali, che in questi mesi hanno tenuto alta l’attenzione sul futuro degli stabilimenti italiani. A loro va il ringraziamento della città”. Condividendo le preoccupazioni espresse da Fiom, Poli ha ribadito la richiesta di garanzie di lungo periodo su occupazione, ricerca e sviluppo e produzione, oltre alla convocazione di incontri specifici da tenere subito dopo il closing dell’operazione. Il Comune di Brescia continuerà a seguire il dossier con la massima attenzione, al fianco dei lavoratori e in raccordo con il Ministero.