Una visita privata tra affreschi e decorazioni ha portato il professor Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica nel 2021, per la prima volta al Castello della Manta, nel Saluzzese. L’appuntamento si è svolto domenica scorsa in occasione delle Giornate FAI d’Autunno; Parisi era accompagnato dalla moglie e guidato da Silvia Cavallero, property manager del FAI che si occupa della gestione del castello.
Cavallero racconta che la coppia ha potuto conoscere i diversi ambienti del complesso, soffermandosi sulle caratteristiche artistiche che rendono il maniero particolarmente prezioso. Hanno visitato sia gli spazi quattrocenteschi sia quelli cinquecenteschi, mostrando un interesse particolare per i dettagli decorativi.
Nella parte cinquecentesca, Parisi e la moglie hanno osservato i pavimenti caratterizzati da tarsie non in marmi veri ma in marmo dipinto, una soluzione decorativa piuttosto rara che ha attirato la loro attenzione. Durante la visita ci si è soffermati anche sulla sala delle grottesche, sui suoi motti e sui cartigli, oltre che sui soffitti a cassettoni, apprezzandone la ricchezza e la raffinatezza delle decorazioni.
Grande interesse ha suscitato la Sala Baronale, cuore artistico del castello e custodita da uno dei cicli pittorici più suggestivi del Quattrocento piemontese. “Naturalmente la Sala Baronale ha attirato particolarmente la loro attenzione — prosegue Cavallero —. Abbiamo osservato la Fontana della Giovinezza, che incuriosisce e diverte per i diversi aspetti della rappresentazione, ma anche la sontuosa sfilata degli eroi e delle eroine, con i loro abiti e i tanti particolari che caratterizzano gli affreschi”.
Le scene dipinte hanno offerto occasione per approfondire i riferimenti letterari e culturali presenti nella sala, a partire dai personaggi riconducibili al “Livre du Chevalier errant”, opera legata alla tradizione cavalleresca medievale. Il patrimonio iconografico del castello continua così a rivelare la ricchezza di significati e la capacità di raccontare, attraverso le immagini, la cultura e l’immaginario dell’epoca.
La visita è stata anche un momento per valorizzare il lavoro del FAI nella conservazione e nell’apertura al pubblico del patrimonio storico-artistico. Cavallero ha ricordato gli interventi in corso, destinati ad ampliare il percorso di visita: “L’invito è naturalmente quello di tornare, così da poter scoprire anche le nuove parti che saranno rese accessibili”.
Nel corso della conversazione è emersa una particolare passione del professor Parisi per le danze tradizionali e popolari. Cavallero racconta di aver parlato loro della tradizione provenzale dei balli occitani e di averli invitati a tornare per conoscere più da vicino anche la Baìo di Sampeyre, storica rievocazione la cui prossima edizione è prevista nel febbraio 2028. “Chissà che non decidano di tornare proprio in quell’occasione — conclude Cavallero —. Sarebbe bello poterli accogliere nuovamente e accompagnarli alla scoperta di altre espressioni della storia e delle tradizioni del Saluzzese”.
Per Giorgio Parisi, intanto, è in programma domani, mercoledì 14 ottobre, un nuovo appuntamento a Torino, dove riceverà una laurea honoris causa dall’Università di Torino e del Piemonte Orientale. La visita al Castello della Manta ha rappresentato per il grande scienziato un’occasione per apprezzare, insieme alla moglie, un patrimonio artistico di straordinario valore.





























































