Brescia. L’area di via Lamarmora, poco a nord della stazione della metropolitana omonima, è oggi occupata da un parcheggio gratuito a servizio della metro e del quartiere, ma la variante generale al Piano di governo del territorio (Pgt) ne apre la destinazione alla residenza.
Il lotto, che supera i 22mila metri quadrati e appartiene a Brescia Infrastrutture, società del Comune proprietaria delle stazioni della metropolitana e di aree collegate, non ha al momento un progetto edilizio né tempi definiti per un eventuale intervento. La previsione urbanistica fissa un indice di edificabilità di base pari a 0,30, incrementabile fino a 0,70 attraverso le premialità previste dal Pgt, legate alla realizzazione di servizi, opere pubbliche o altri benefici per la collettività.
Il piano stabilisce inoltre che il 30% delle abitazioni realizzate nell’area dovrà essere destinato a residenza convenzionata, una quota superiore al 20% spesso prevista per altre aree di trasformazione della città. La variante stima in 311 il numero di nuovi abitanti che potrebbero insediarsi nell’area, inserendosi nella strategia di densificazione urbana attorno alle principali infrastrutture del trasporto pubblico con l’obiettivo di concentrare nuovi insediamenti residenziali in prossimità della metropolitana.
Uno dei nodi aperti riguarda la sosta: il parcheggio oggi esistente è utilizzato non soltanto dagli utenti della metropolitana, ma anche dai residenti della zona. In caso di edificazione, il Pgt prescrive la realizzazione di un parcheggio interrato a uso pubblico, senza però indicare nel dettaglio quanti posti auto dovranno essere garantiti. Restano quindi da chiarire l’impatto sulla disponibilità di stalli in superficie e se la nuova dotazione potrà compensare quelli eventualmente persi.
Brescia Infrastrutture ha precisato che la proposta di variante, attualmente in esame, contempla la residenza tra le possibili funzioni e prevede un parcheggio interrato pubblico. Ha inoltre sottolineato che si tratta di indicazioni urbanistiche, che non equivalgono all’approvazione di un progetto edilizio e non consentono di anticipare tempi e modalità dell’intervento: ogni eventuale soluzione dovrà essere approfondita sul piano tecnico e valutata nelle sedi competenti.





























































