sabato, Ottobre 17, 2026
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Italia, menopausa: cade il tabù ma una donna su 3 nasconde i sintomi

Una survey condotta da AstraRicerche per Bayer Italia su un campione di mille donne italiane tra i 50 e i 70 anni, in occasione della Giornata mondiale della menopausa del 18 ottobre, mette in luce luci e ombre nella percezione e nella gestione della menopausa nel nostro Paese.

Per il 70,6% delle intervistate si parla oggi della menopausa più apertamente rispetto a qualche anno fa, ma il 65,2% ritiene comunque insufficiente il livello della conversazione pubblica sul tema. Nonostante una maggiore visibilità, il tabù persiste nei comportamenti: quasi la metà delle donne ha adottato azioni per nascondere la menopausa, dal celare i disturbi (38,1%) al mascherare una vampata quando si trovava con altre persone (21,1%).

La condivisione avviene prevalentemente tra donne: il 78,5% ne parla con le amiche, il 68,3% con le figlie e il 66,4% con le colleghe, mentre il confronto con uomini — amici o colleghi — è molto meno frequente. La menopausa è considerata una fase naturale dalla maggioranza (86,6%), ma il dialogo con i medici è limitato: il 26,8% non ne ha mai parlato con un professionista e il 21,9% lo ha fatto una sola volta. Tra le donne che presentano disturbi, il 30,8% non li ha discussi con un medico; la motivazione principale, indicata dal 63,7%, è la percezione che si tratti di qualcosa di naturale o non abbastanza importante da portare all’attenzione del clinico.

Quasi la totalità delle intervistate riferisce di aver avvertito almeno uno dei sintomi associati alla menopausa, tra cui disturbi del sonno, vampate di calore diurne o notturne, sbalzi d’umore e calo della libido. Il 40,7% segnala disturbi del sonno moderati o severi e il 37,3% vampate moderate o severe. Tra chi ha sperimentato questi disturbi, il 62,4% ha rinunciato ad almeno un’attività o l’ha svolta peggio di quanto avrebbe voluto; nell’ultimo mese i disturbi hanno limitato in media 4,2 giorni di attività. Anche il lavoro risente della condizione: il 33,9% delle donne riferisce maggior difficoltà di concentrazione, con impatti maggiori per chi presenta sintomi più intensi. In particolare, il 32% delle lavoratrici con vampate moderate o severe quotidiane ha giornate in cui rende meno, mentre il 56% di chi dorme male almeno 4 notti alla settimana fatica a concentrarsi.

Le donne cercano spesso di reagire: l’86,9% di quelle che hanno avuto vampate ha provato almeno un rimedio, soprattutto attraverso modifiche dello stile di vita e accorgimenti pratici; per i disturbi del sonno il 92,5% ha tentato qualche soluzione. Tuttavia, il 42,7% di chi ha disturbi non segue alcun trattamento o rimedio, e solo il 9,3% è in terapia prescritta dal medico. La ricerca evidenzia dunque uno spazio importante per un maggiore dialogo tra donne e professionisti sanitari.

“Non esiste una sola menopausa e non esiste una sola risposta ai suoi sintomi”, spiega Rossella Nappi, professore ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’università di Pavia, Policlinico San Matteo, e presidente della International Menopause Society (Ims). “Accanto alle modifiche dello stile di vita – evidenzia – oggi abbiamo diverse possibilità per aiutare le donne, comprese opzioni ormonali e nuove soluzioni non ormonali, che possono essere valutate in funzione dei sintomi, della storia clinica, delle esigenze e delle preferenze individuali. L’obiettivo non è medicalizzare una fase naturale della vita, ma evitare che una donna debba semplicemente rassegnarsi a convivere con sintomi che incidono sulla sua qualità di vita. Parlare con il medico permette di individuare, insieme, l’approccio più adatto alla singola persona”.

Lo studio mette in evidenza anche la distanza fra la percezione di essere informate e la conoscenza effettiva delle conseguenze della menopausa sulla salute: il 61,1% delle donne si considera molto o abbastanza informata, ma solo il 59,1% la associa correttamente alla perdita di massa ossea, mentre il 24,7% la collega al rischio cardiovascolare, il 24,2% al colesterolo e il 15,1% alla glicemia. “La menopausa non riguarda soltanto i sintomi che una donna può sperimentare nel quotidiano – chiarisce Nappi – ma rappresenta una fase della vita nella quale è importante prestare attenzione anche alla salute nel lungo periodo. Il calo degli estrogeni che accompagna la menopausa si inserisce in un processo di cambiamenti che coinvolge diversi aspetti del benessere psicofisico e della salute, compreso il sistema cardiovascolare e quello scheletrico. Anche sintomi spesso considerati transitori, come le vampate di calore, possono avere implicazioni che vanno oltre il disagio quotidiano. Le evidenze scientifiche mostrano, infatti, che le vampate moderate o severe possono rappresentare un indicatore di un aumentato rischio cardiovascolare – avverte l’esperta – In questo senso, le vampate possono essere considerate la punta di un iceberg: un segnale evidente di un cambiamento più ampio che merita attenzione. Per questo è importante che la donna non si limiti a considerare i sintomi come qualcosa da sopportare, ma li porti all’attenzione del medico, così da poter valutare insieme il proprio stato di salute e le strategie di prevenzione più appropriate”.

Le priorità indicate dalle donne sono soprattutto pratiche: il bisogno di una migliore informazione, con indicazioni pratiche su come affrontare la fase della menopausa (51,9%), la disponibilità di prodotti e farmaci più efficaci (47%) e servizi e professionisti maggiormente dedicati alla menopausa con punti di riferimento sul territorio (42,9%). Il 42% desidera che la menopausa smetta di essere considerata l’inizio della vecchiaia. Circa un terzo vorrebbe poterne parlare di più, rivolgendosi più agli uomini e alla famiglia che ai media; richieste meno diffuse riguardano il supporto sul lavoro e maggiore ricerca scientifica (entrambi al 18,1%) e gruppi di sostegno fra donne (11,3%). Oltre la metà delle intervistate (54,5%) ritiene che il sistema sanitario non si occupi ancora abbastanza delle donne in questa fase.

“La menopausa è una fase naturale della vita che coinvolge milioni di donne e che merita ancora maggiore attenzione e consapevolezza – conclude Simona Gatti, direttore medico di Bayer Italia – I risultati di questa ricerca evidenziano quanto sia importante continuare a creare occasioni di informazione e dialogo sulla menopausa, attraverso una comunicazione chiara, scientificamente rigorosa e vicina ai bisogni reali delle donne. In Bayer siamo impegnati a fare in modo che i cambiamenti e gli eventuali sintomi associati alla menopausa siano considerati un tema da affrontare con consapevolezza e da discutere apertamente con il proprio medico, per individuare il percorso più adatto alle proprie esigenze, e non come una conseguenza inevitabile da accettare”.