sabato, Ottobre 17, 2026
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Occhipinti, un sogno realizzato con Elsinore, il film da Oscar con Andrew Scott

Una vicenda reale che intreccia dramma, arte e coraggio è al centro di Elsinore, il film di Simon Stone ispirato agli ultimi mesi di Ian Charleson. L’attore scozzese, diventato celebre con Momenti di Gloria, nel 1989, già gravemente malato di Aids, sostituì Daniel Day-Lewis nella parte di Amleto al National Theatre di Londra, offrendo una performance memorabile. Morì due mesi dopo, a soli 40 anni.

Il produttore italiano Andrea Occhipinti, che aveva conosciuto e lavorato con Charleson e aveva recitato con lui nella miniserie Il sole sorge ancora (1984), coltivava da oltre vent’anni il progetto di portare sul grande schermo quella storia. Il desiderio si è concretizzato con Elsinore, interpretato da Andrew Scott, già indicato fra i maggiori contendenti all’Oscar come miglior attore protagonista. Il film, dopo il trionfo a Toronto — dove ha vinto l’International People’s Choice Award — e al London Film Festival, è alla Festa del cinema di Roma e uscirà in sala dal 28 gennaio con Lucky Red.

Accanto a Scott c’è Olivia Colman, che interpreta la dottoressa Margaret Johnson, figura di riferimento nel trattamento dell’Aids in Gran Bretagna e colei che aiutò Charleson a portare a termine quello che per lui era il “ruolo della vita”. Nel cast compaiono inoltre Billie Piper, Johnny Flynn, Luke Thompson, David Dawson, Monica Dolan, Matthew Beard, Joe Locke, Juliet Stevenson e Peter Mullan. Occhipinti ha realizzato il film insieme a Gabrielle Tana, Pete Shilaimon, Mickey Liddell, Stefano Massenzi e Carolyn Marks Blackwood.

Occhipinti racconta di essersi sentito immediatamente colpito dalla vicenda: “Ho sentito subito che sarebbe potuta diventare un film potente. È una vicenda che mi aveva molto colpito, mi era rimasta dentro”. Ha ricordato anche le molte persone care perse per l’Aids, tra cui il cofondatore della Lucky Red, Kermit Smith, scomparso nel 2001, e il suo personale rapporto con il tema dell’identità: “Un altro elemento di vicinanza era il fatto che Ian Charleson, pur essendo gay non fosse out; anch’io sono stato attore e ho fatto out solo nel 2008, perché sapevo che avrebbe potuto danneggiarmi… sono tutti temi che mi hanno personalmente toccato”.

La realizzazione del film non è stata semplice. Occhipinti parla di un percorso con difficoltà finanziarie: “Abbiamo dovuto tagliare il budget, fino a poche settimane prima delle riprese non avevamo i finanziamenti che poi sono arrivati. C’è qualcosa di magico nell’essere riusciti a farlo”. Conferma le difficoltà anche il regista Simon Stone: “È stato molto difficile ottenere i finanziamenti, perché il protagonista della storia è gay e si parla di morte. Erano in pochi a credere che potesse attirare pubblico ma per me non è mai stata una preoccupazione, ho avuto molta più fiducia sull’umanità rispetto ai ‘contasoldi’”. Stone osserva inoltre come nel passato “essere gay era considerato un ostacolo” per chi voleva recitare nei film, e scherza sul cambiamento dei gusti: “Oggi molti uomini etero possono avere una ‘cotta’ per uomini gay e le donne non sono infatuate meno di Brad Pitt solo per la possibilità che possa essere gay o no”.

Nonostante le difficoltà, il film sta ricevendo riscontri positivi: “Le proiezioni sono sold out appena vengono annunciate, anche perché tutti amano Andrew Scott e sono piaciuti i trailer, da cui emerge quanto il film sia onesto e come nella storia ci sia anche molta gioia”.