Caserta — Il 13 ottobre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che riscrive il Codice della Strada del 1992. Il testo, composto da 294 articoli, non è ancora in vigore: dovrà ricevere i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle Commissioni parlamentari prima dell’approvazione definitiva, attesa entro il 1° gennaio 2028.
Per un’analisi delle principali novità, Io24.it ha interpellato il dott. Natale Argirò, originario di Caserta, già questore di Benevento e Trieste e per svariati anni dirigente del Compartimento della Polizia Stradale della Campania. Argirò ha messo in luce alcuni aspetti di merito e alcune criticità del provvedimento.
Sulle misure legate alla velocità l’ex dirigente osserva che la riforma introduce elementi di buon senso: tra questi il nuovo limite massimo di 150 km/h sulle autostrade a tre corsie con corsia di emergenza e la proporzionalità delle sanzioni al valore dell’eccesso di velocità. Fuori dall’ambito urbano la multa è parametrata a 10 euro per ogni chilometro oltre il limite (esempio: il superamento di 15 km/h in autostrada comporterebbe una sanzione di 115 euro), mentre in ambito urbano è previsto un importo di 5 euro per ogni chilometro. In ogni caso viene applicato uno sconto del 30%. Il decreto prevede inoltre nuove regole per la notifica delle contravvenzioni in materia di velocità, con tempi dimezzati da 90 a 45 giorni, e stabilisce che gli importi non saranno più adeguati automaticamente ogni due anni all’inflazione.
Argirò segnala poi altre modifiche contenute nel testo: incremento dell’età massima per la guida di autobus e camion fino a 70 anni (in precedenza 68), rinnovo della patente con cadenza decennale fino ai 65 anni anziché fino ai 50, obbligo di regolarizzazione per i veicoli esteri dopo 30 giorni di permanenza in Italia e l’assimilazione dei cicli a propulsione ai monopattini.
La modifica che l’ex dirigente teme di più riguarda il potenziamento dei compiti degli ausiliari del traffico: il decreto consentirebbe loro di dirigere il traffico agli incroci e di rilevare sinistri senza feriti — attività per le quali Argirò ritiene necessaria la qualifica di polizia giudiziaria e anni di esperienza professionale. Egli si domanda con quale esperienza, se non dopo un breve corso presso il comando dei vigili urbani, un ausiliario possa padroneggiare la disciplina della circolazione a un incrocio o svolgere motu proprio il rilevamento di un sinistro, che apparentemente può sembrare solo danno a cose ma risultare più grave in seguito. Argirò solleva anche dubbi pratici sull’identificazione dei conducenti, dato che la riforma abolisce l’obbligo di avere con sé patente e carta di circolazione e gli ausiliari non avrebbero accesso alla banca dati della Polizia.
Per questo motivo il dott. Natale Argirò invita ad adottare tutte le misure possibili per il ripianamento e l’incremento degli organici della polizia locale (e non solo), richiamando peraltro una previsione della stessa riforma. Sulla data di entrata in vigore, Argirò ipotizza il 2028.





























































