Enrico Pulcini, giornalista Rai e pioniere dell’informazione online, affronta nel suo nuovo saggio il rapporto tra tecnologia, informazione e percezione del reale. La fine della realtà, il lato oscuro dell’informazione digitale (Logout, pp. 230, 16 euro) mette al centro i rischi legati a un uso inconsapevole dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme che dominano la rete.
Secondo l’autore, la diffusione di una quantità eccessiva di informazioni — la cosiddetta infodemia — spesso caratterizzata da notizie false o non verificate, rende difficile orientarsi e favorisce un “lato oscuro” dell’informazione digitale. Un meccanismo che viene sfruttato dall’“infocrazia” guidata dalle Internet company e dalle piattaforme online.
Il libro è descritto come un viaggio che attraversa storia, filosofia e laboratori tecnologici avanzati, mostrando come, «andando ben oltre i chatbot», agenti di intelligenza artificiale stiano elaborando sistemi che potrebbero rendere gli esseri umani ininfluenti o obsoleti. Pulcini sottolinea tuttavia che questa prospettiva non è inevitabile, a patto di indagare le facoltà innate degli umani, come intuizione e coscienza, che potrebbero avere «un ruolo importante nella generazione della realtà».
Per la stesura del volume l’autore dichiara di aver condotto ricerche per cinque anni, raccogliendo «i più affidabili studi sugli effetti dell’uso esagerato della tecnologia sugli umani». Nella stessa intervista a Infocity.it, testata online fondata dallo stesso Pulcini nel 1994, l’autore riporta che «tutte le ricerche più attendibili arrivano a una conclusione: l’utilizzo continuo per molte ore al giorno dello smartphone fa diminuire nel cervello la materia bianca che fa funzionare i processi cognitivi più importanti».
Pur riconoscendo le potenzialità dell’intelligenza artificiale — «una potenziale nuova rivoluzione, a patto che non ci sfugga di mano» — Pulcini evidenzia l’importanza di mantenerne il controllo. Le tecnologie, osserva, «potrebbero essere molto utili, e già in parte lo sono, in campo medico, nello studio e nel giornalismo». Secondo l’autore esiste «un solo modo per non farla uscire dal nostro controllo»: spiegarlo è l’obiettivo dell’ultima parte del saggio, dove viene proposto, dice Pulcini, «attraverso un enigma biologico utilizzato solo in parte da alcuni uomini e donne e che può ancora non farci perdere il controllo del reale».


























































