Salò. La Riva Aquarama collegata alla tragedia sul Garda del giugno 2021 potrà essere restituita, a condizione che vengano eseguite le necessarie modifiche tecniche per adeguarla agli standard di sicurezza previsti.
Lo ha disposto la motivazione della sentenza con cui la Corte d’appello di Brescia, lo scorso luglio, ha annullato la confisca del motoscafo e ne ha ordinato la restituzione al proprietario tedesco Christian Teismann. Prima della riconsegna effettiva dovrà però essere dimostrato che gli interventi richiesti sono stati effettuati.
Al centro della valutazione giudiziaria è la linea di illuminazione dell’imbarcazione. Il consulente tecnico Davide Zerbinati ha rilevato che, nelle condizioni attuali, i fari non garantiscono una sufficiente illuminazione durante la navigazione normale finché il prua non si solleva. Le verifiche tecniche hanno tuttavia accertato che l’impianto può essere adeguato: le modifiche previste consentirebbero di soddisfare i requisiti di legge e di eliminare i rischi per la sicurezza connessi all’illuminazione.
La decisione della Corte d’appello segue la pronuncia della Corte di Cassazione di maggio 2025, che aveva annullato il precedente verdetto d’appello soltanto in relazione alla confisca dell’imbarcazione, confermando invece le condanne detentive: a Patrick Kassen quattro anni e sei mesi e a Christian Teismann due anni e undici mesi. Kassen era alla guida del motoscafo al momento dell’incidente; Teismann ne era il proprietario.
L’incidente avvenne nella tarda serata del 19 giugno 2021 davanti a Portese, nel comune di San Felice del Benaco. La Riva, condotta da Patrick Kassen in stato di ebbrezza e a una velocità di circa 19,44 nodi, ha urtato l’imbarcazione su cui si trovavano Umberto Garzarella, 38 anni, e Greta Nedrotti, 25 anni: entrambi sono deceduti nell’impatto. Il motoscafo viaggiava a quasi quattro volte il limite notturno consentito di cinque nodi.
Dopo l’incidente, i due cittadini tedeschi sostennero di non essersi accorti della collisione.
La decisione di restituire la Riva ha suscitato profondo sconcerto e amarezza tra i parenti delle vittime. Enzo Garzarella, padre di Umberto Garzarella, ha definito la misura ingiusta e si è detto favorevole alla vendita all’asta del motoscafo con destinazione dei proventi a scopi benefici.






























































