Alessandro Basciano è stato rinviato a giudizio per stalking nei confronti dell’ex compagna Sophie Codegoni, con la quale ha una figlia, Celine Blue. La giudice per le indagini preliminari di Milano, Lorenza Pasquinelli, ha fissato la prima udienza il 20 gennaio 2027 davanti all’undicesima sezione del Tribunale. In aula erano presenti il deejay e l’influencer; entrambi non hanno rilasciato dichiarazioni in merito alla decisione del gip.
Basciano si è sempre dichiarato innocente, sostenendo di aver vissuto con Codegoni una relazione tossica e che vi siano stati errori da entrambe le parti, ma nulla di paragonabile allo stalking. La procura di Milano e l’ex compagna invece sostengono una versione differente: per gli inquirenti il racconto della modella è ritenuto attendibile.
Secondo gli investigatori, la vittima sarebbe stata oggetto di “atteggiamenti di prevaricazione e aggressività verbale” da parte del deejay, che avrebbe cercato di esercitare un “crescente controllo e invasività” sulla vita di Sophie. Il pubblico ministero Antonio Pansa ha riferito di “messaggi vocali ingiuriosi e minatori” anche verso gli amici della donna, oltre a pedinamenti e insulti sempre più violenti.
Nel provvedimento di chiusura delle indagini si segnala che Basciano “la controllava con continue telefonate e video chiamate nell’ordine di 50-60 chiamate al giorno a cui a volte non rispondeva”. Tra gli episodi chiave contestati c’è quanto sarebbe avvenuto il 27 settembre 2024 a Parigi, quando l’allora coppia era andata per cercare di salvare la relazione: negli atti si legge che Basciano, “nel corso di una discussione dai toni violenti, le cingeva il collo”.
A supporto delle accuse la procura ha acquisito oltre tremila pagine di verbali, screenshot e chat consegnate dalla stessa Codegoni. Tra il materiale, secondo gli atti, ci sarebbero anche frasi agghiaccianti attribuite a Basciano, come “arrivo e ti ammazzo”.
Dopo il rinvio a giudizio, l’avvocato di Basciano, Leonardo D’Erasmo, ha commentato: “La gup Pasquinelli si è mostrata molto professionale e umana. Siamo convinti che nel processo, dove sentiremo tutti i testimoni, emergerà la verità. Speriamo che non si trasformi in un processo mediatico e che entrambe le parti possano continuare nella ricerca del proprio equilibrio familiare e lavorativo”.
Al momento gli avvocati di Codegoni non hanno rilasciato dichiarazioni.



























































