sabato, Ottobre 17, 2026
Home Politica Mattarella alla Cida: non far disperdere l’unità d’Italia tra asprezze e contrapposizioni

Mattarella alla Cida: non far disperdere l’unità d’Italia tra asprezze e contrapposizioni

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto in occasione dell’ottantesimo anniversario della Cida (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità), sottolineando l’importanza dell’Europa come “dimensione, lo spazio in cui pensarsi e agire”. Secondo il capo dello Stato, la consapevolezza di questa realtà è necessaria per rafforzare il modello sociale europeo e richiede scelte conseguenti da parte delle istituzioni.

Mattarella ha ricordato il ruolo dei dirigenti nella vita della Repubblica, osservando che il loro impegno ha comportato “pagare anche prezzi alti”. Ha richiamato gli anni del terrorismo, quando le Brigate Rosse presero alcuni dirigenti come bersaglio nel tentativo di colpire i riferimenti del modello di vita italiano, e ha affermato che l’Italia avrebbe presto sconfitto il terrorismo grazie ai valori civili e all’unità nazionale che, ha avvertito, non va dispersa nemmeno quando sulle scene emergono asprezze e contrapposizioni di merito.

Il presidente ha richiamato la coincidenza del compleanno della Repubblica con gli ottant’anni della Confederazione, nata “sulle macerie della guerra, per un’Italia migliore”. Ha sottolineato il ruolo dei dirigenti come protagonisti nel costruire uno Stato moderno e coeso, capaci di guidare l’Italia fuori da “falsi miti propagandistici” e di gestire processi complessi legati all’ingresso del Paese sulla scena internazionale e nei mercati globali.

Riferendosi al titolo scelto per l’assemblea, Mattarella ha detto che esso “attesta il desiderio di proseguire, andando al di là delle stesse specifiche professionalità”, contribuendo con valori e competenze ad affrontare il nuovo cambiamento d’epoca in corso. Ha richiamato la necessità di riaffermare l’autonomia del dirigente insieme al ruolo sociale che mira al progresso della comunità, ispirandosi all’etica professionale; per i funzionari pubblici ha ribadito il “dovere di esercitare la propria attività a servizio esclusivo della nazione”.

Il presidente ha ricordato anche il contributo dei dirigenti nell’attuazione del PNRR, sottolineando l’importanza di non smarrirne il rilievo per la ripresa del Paese dopo la pandemia. Ha inoltre citato iniziative riconducibili al primo presidente della Confederazione, Togni — membro della Costituente, poi parlamentare e ministro — su temi come la libertà economica, la tutela dei consumatori e l’introduzione di norme antitrust in una società in cui erano numerosi i monopoli. Ha richiamato, infine, la battaglia della Cida per l’equità fiscale, “richiamata dal presidente Cuzzilla”.

Sulle trasformazioni in atto, Mattarella ha avvertito che “un mondo nuovo si sta plasmando tra rapidissime trasformazioni” e che si deve tenerne il passo. Ha indicato la sfida di porre le nuove tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale e la robotica “a servizio non soltanto di maggiori profitti e di migliore efficienza ma anche di una crescita qualitativa e di una organizzazione produttiva e sociale che valorizzi la persona, che tuteli sempre la sua dignità, che rafforzi la coesione sociale”. Ha definito questo compito come coinvolgente l’impegno quotidiano dei dirigenti.

Concludendo, Mattarella ha rimarcato che “le funzioni dirigenti private e pubbliche, dei servizi essenziali, dei settori emergenti sono una nervatura essenziale di una società che voglia restare protagonista del proprio futuro”. Ha richiamato il concetto dell’alleanza del lavoro come premessa, nella Costituzione, del carattere universale dei diritti della persona e, insieme, dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale, invitando infine a guardare al futuro e ai giovani.