CASERTA – Bernardo Blasio, 74 anni, ingegnere noto a Caserta per la sua attività professionale, è morto dopo essere stato soccorso a seguito di una caduta avvenuta in un cantiere in via Toscana, a Casagiove. Secondo la ricostruzione, l’uomo sarebbe precipitato da un’altezza di circa tre metri.
L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118. L’ambulanza inviata, però, sarebbe partita da San Felice a Cancello, distanza ritenuta anomala rispetto alla vicinanza della località dell’incidente. Una partenza da una postazione distante, osserva la ricostruzione, può comportare tempi di percorrenza maggiori a causa del traffico, soprattutto nelle ore pomeridiane.
Giunti sul luogo, i sanitari hanno riscontrato un quadro clinico serio: un grave trauma al fianco sinistro e difficoltà respiratorie. L’uomo risultava comunque cosciente e vigile. Dopo le prime manovre di stabilizzazione è stato caricato sull’ambulanza e trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, centro indicato per la gestione di traumi gravi.
All’arrivo al pronto soccorso, tuttavia, il personale del 118 avrebbe dovuto attendere molte ore prima di poter consegnare il paziente e sbarrelarlo. I soccorritori hanno comunque attivato una TAC per valutare l’entità delle lesioni interne, ma successivamente non sarebbero state erogate ulteriori cure o analisi considerate necessarie per un codice rosso. Bernardo Blasio è deceduto sulla barella dell’ambulanza mentre si trovava in attesa nel pronto soccorso.
Restano aperte diverse questioni ritenute centrali per ricostruire la vicenda: quanto tempo ha impiegato l’ambulanza a raggiungere Casagiove partendo da San Felice a Cancello; quanto tempo è intercorsi tra l’arrivo in ospedale e l’esecuzione della TAC; perché il paziente non è stato preso in carico immediatamente dal pronto soccorso; e quanto l’eventuale ritardo abbia influito sull’esito fatale.
L’articolo evidenzia inoltre critiche sull’organizzazione dell’emergenza sanitaria nella provincia di Caserta, indicando l’ASL di Caserta come responsabile delle carenze del sistema che coinvolge la filiera dal 118 ai Pronto Soccorso. Pur richiamando il lavoro del personale sanitario e dei soccorritori definito generoso e impegnato in condizioni difficili, il pezzo parla di un presunto «omicidio» attribuibile, sempre secondo la ricostruzione, alle carenze strutturali e sollecita il coinvolgimento delle autorità competenti, citando tra i nomi il governatore e assessore alla Salute della Regione Campania, Roberto Fico, e Ugo Trama, direttore generale reggente della Direzione Generale Tutela della Salute della Regione Campania.




























































