Teverola (Caserta) — Circa trenta conigli sono stati trovati morti dopo essere stati sbranati da un branco di cani nella Villa comunale di Teverola, in provincia di Caserta. La tragica vicenda è stata denunciata da una volontaria animalista ed è stata segnalata al deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, a cui sono state inviate fotografie e testimonianze.
Secondo la volontaria, identificata come Milena, i conigli erano stati introdotti da chi gestisce un chiosco all’interno della villa e avevano raggiunto il numero di circa trenta, molti dei quali presentavano problemi di salute. Milena denuncia inoltre che gli animali erano stati lasciati riprodurre senza un’adeguata gestione e senza misure di protezione; la volontaria parla anche di episodi di maltrattamento e dell’assenza di interventi risolutivi nonostante numerose segnalazioni da parte dei cittadini.
L’episodio più grave, riferisce la segnalante, è avvenuto giovedì scorso, quando i conigli si trovavano nella villetta con il cancello d’ingresso aperto e sarebbero stati attaccati dai cani.
Borrelli ha commentato la vicenda definendola “una vicenda terribile” e ha aggiunto che non può essere considerata una semplice fatalità. “Se, come denunciato, gli animali sono stati lasciati senza un’adeguata gestione sanitaria e riproduttiva, bisogna capire perché nessuno sia intervenuto in maniera efficace e se siano state adottate tutte le misure necessarie a proteggerli. Non possiamo accettare che la tutela degli animali venga considerata un problema secondario, da affrontare soltanto quando si verificano episodi del genere”, ha detto il deputato. “Chiederemo che vengano verificati i fatti, ricostruita la gestione della colonia di conigli e accertate tutte le eventuali responsabilità anche nei mancati controlli. Occorre inoltre chiarire le circostanze in cui è avvenuta la strage e verificare se siano state rispettate le procedure previste per la gestione e la rimozione degli animali deceduti, come richiesto da chi ha segnalato l’episodio”.
Milena, che afferma di essere intervenuta personalmente per documentare la situazione, ha dichiarato di aver cercato spiegazioni da chi avrebbe dovuto occuparsene e di aver visto “con i miei occhi le condizioni in cui vivevano i conigli”. “La cosa più dolorosa è sapere che, nonostante le segnalazioni e le sofferenze degli animali, non si sia arrivati in tempo a una soluzione. Le istituzioni hanno preferito ignorare una situazione che era sotto gli occhi di tutti. Non voglio che trenta vite vengano dimenticate dopo aver raccolto i loro corpi: chiedo che si faccia chiarezza e che qualcuno risponda, se emergeranno responsabilità. Questi animali non potevano difendersi e noi abbiamo il dovere di dare voce a chi non ne ha”, ha concluso la volontaria.




























































