Francesco Totti, in una lunga intervista al Corriere della Sera, racconta il periodo difficile che ha coinvolto la sua famiglia, in particolare i figli, e ripercorre alcuni tra i momenti più dolorosi della sua vita privata e professionale.
Parlando dei tre figli avuti da Ilary Blasi — Cristian, Chanel e Isabel, rispettivamente di 20, 19 e 10 anni — Totti afferma che per loro “è stato un incubo”, riferendosi al susseguirsi di eventi negativi: la scomparsa del nonno, la sua crisi di salute e la separazione dalla madre. L’ex capitano giallorosso sottolinea che quando due genitori si lasciano “a soffrirne di più sono i figli”.
Totti ricorda con dolore la morte del padre Enzo, avvenuta il 12 settembre 2020 a 76 anni a causa del Covid. “Quel vuoto si è fatto una voragine. La morte di papà per me è stata la fine di tutto”, confessa, descrivendo il genitore come “un padre silenzioso, ma forte, educativo. Era presente, però a modo suo: mai un complimento, mai un abbraccio. Ma con uno sguardo ci dicevamo tutto”. Ricorda inoltre che il padre gli ha trasmesso positività, educazione e rispetto e che “quando se ne è andato, mi è mancata l’aria”.
Dopo il ritiro dal calcio il campione ha attraversato un periodo di grande fragilità, arrivando a rischiare la depressione. Ha inoltre raccontato di aver rischiato la vita a causa delle conseguenze del Coronavirus.
Un altro spauracchio per la famiglia è stato il problema di salute del primogenito Cristian. “Lui giocava a calcio e aveva un problema di respirazione. Fece una visita di controllo e la sera il medico mi chiamò per dirmi che dagli esami era emersa una macchiolina vicino al cervello. Mi si è fermato il respiro, il cuore, non capivo più nulla”, ricorda Totti. Dopo “il calvario delle visite e dei pareri” è stato individuato un problema localizzato in quello che viene chiamato “Acquedotto di Silvio”, un canale che porta il liquido che serve al cervello. Per questo motivo il Coni gli ha revocato l’idoneità sportiva. “Avrebbe dovuto operarsi per tornare a giocare. Ma abbiamo deciso che fosse meglio lasciar stare. Era il cervello, non un gomito”, dichiara il padre.
Nel suo libro Oltre Totti guarda anche al presente: dice di essere felice dei figli, “che mi amano, mi stimano” e che gli sono stati vicini nei momenti più difficili. Confessa di avere una compagna che “mi fa stare bene. E’ una brava ragazza”. Dal punto di vista professionale e personale racconta di divertirsi, giocando a calcio o a padel, di viaggiare, di conoscere posti mai visti e di avere più tempo per i propri affetti. Sul futuro ammette la sua incertezza: “In futuro non so”.


























































