Il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere verso l’Unione europea è continuato a diminuire nei primi nove mesi del 2026, registrando un calo di quasi un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo l’agenzia europea di controllo delle frontiere Frontex. Complessivamente, i dati preliminari raccolti indicano poco più di 91.000 attraversamenti.
Il Mediterraneo centrale ha mostrato la diminuzione più marcata, con una flessione del 56% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel solo mese di settembre sono stati rilevati circa 14.300 attraversamenti, un dato inferiore del 28% rispetto a settembre 2025, ma superiore dell’11% rispetto ad agosto, fenomeno che Frontex attribuisce al miglioramento delle condizioni lungo i principali corridoi marittimi.
Il periodo ha coinciso con la prima estate completa sotto il Patto UE sulla migrazione e l’asilo, che introduce una procedura di screening unica e standardizzata alle frontiere esterne dell’Unione. Tra le principali rotte, la rotta del Mediterraneo occidentale è stata l’unica a registrare un aumento, con un incremento delle rilevazioni pari al 26%.
Nonostante la diminuzione complessiva degli arrivi irregolari, il costo in termini di vite umane resta elevato: secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio dell’anno quasi 2.000 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo.
Frontex segnala inoltre che “i rimpatri su larga scala di cittadini afghani dall’Iran e dal Pakistan continuano a influenzare i flussi verso l’Europa, mentre l’instabilità nel Sahel sta spingendo le partenze sia verso l’Atlantico che verso il Mediterraneo occidentale”.

























































