Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, ha inviato un messaggio al 58esimo Congresso nazionale del sindacato degli specialisti ambulatoriali Sumai Assoprof, in corso a Roma, sottolineando il passaggio dall’investimento nelle nuove strutture previste dal Pnrr alla fase organizzativa. “Per diversi anni il dibattito si è concentrato soprattutto sulla realizzazione delle nuove strutture previste dal Pnrr: Case della comunità, Centrali operative territoriali, Ospedali di comunità, piattaforme digitali e strumenti di telemedicina. Ora quell’obiettivo è stato raggiunto e, con riferimento alle Case di comunità, abbiamo davanti una nuova fase decisiva: come fare in modo che diventino realmente luoghi di cura, di integrazione professionale e di presa in carico delle persone. E sotto questo aspetto, condivido con voi che la vera sfida è organizzativa”, ha detto Alparone, richiamando il titolo del congresso: “Casa della comunità: non si inaugura… si organizza”.
Le Case della comunità, ha osservato, rappresentano “l’occasione per costruire un nuovo modello di presa in carico delle persone, più vicino ai cittadini, più integrato e più capace di rispondere alla crescente complessità dei bisogni assistenziali. Sono luoghi di prossimità nei quali il cittadino deve poter trovare una risposta unitaria ai propri bisogni sanitari, sociosanitari e sociali”. Secondo Alparone, “una Casa della comunità diventa realmente tale quando al suo interno operano professionisti che collaborano, servizi che comunicano tra loro e modelli organizzativi in grado di garantire una presa in carico effettiva, continua e multidisciplinare”.
Il presidente del Comitato di settore ha inoltre evidenziato il ruolo della specialistica ambulatoriale come componente essenziale del Servizio sanitario nazionale e della rete dell’assistenza territoriale. “È proprio in questo passaggio che la specialistica ambulatoriale può rappresentare uno degli snodi fondamentali per garantire prossimità, appropriatezza e continuità assistenziale. Gli specialisti operano da sempre sul territorio, intercettano bisogni complessi, contribuiscono alla gestione delle patologie croniche, assicurano competenze professionali indispensabili e costituiscono un punto di riferimento essenziale per l’integrazione tra cure primarie, servizi territoriali e rete ospedaliera. Per questo motivo il rafforzamento dell’assistenza territoriale non può essere immaginato senza il vostro pieno coinvolgimento. Anzi, la qualità dell’organizzazione dipenderà dalla capacità di costruire una reale integrazione tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, professionisti sanitari e servizi sociali”, ha detto Alparone.
Sui profili contrattuali, Alparone ha ricordato il lavoro avviato con i precedenti Accordi collettivi nazionali e annunciato l’intenzione di proseguire con il rinnovo degli accordi per il triennio 2025-2027. “Come sapete, stiamo lavorando agli atti di indirizzo relativi ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e agli specialisti ambulatoriali, con l’obiettivo di avviare le trattative per il nuovo triennio negoziale, nella consapevolezza che il rinnovo degli accordi nei tempi propri della vigenza contrattuale rappresenti una condizione essenziale per garantire una adeguata valorizzazione economica e professionale di tutti i professionisti convenzionati che operano al servizio del nostro Servizio sanitario nazionale”.
Infine, Alparone ha richiamato l’impegno delle Regioni, tramite il Comitato delle Regioni, a “accompagnare il processo di riforma garantendo strumenti contrattuali coerenti con l’evoluzione dell’assistenza territoriale e capaci di valorizzare il contributo professionale di tutti gli operatori coinvolti”.



























































