La società BBT SE ha approvato il nuovo cronoprogramma e i costi aggiornati per la realizzazione della Galleria di Base del Brennero: l’opera ferroviaria entrerà in esercizio nel 2034 e richiederà un investimento complessivo di 11,7 miliardi di euro. L’annuncio è stato diffuso il 20 ottobre, a seguito delle valutazioni tecniche ed economiche necessarie per adeguare il piano originario, fermo al 2008, agli attuali standard tecnologici e di sicurezza. L’obiettivo primario dell’infrastruttura resta il trasferimento di una quota significativa del traffico merci e passeggeri dalla strada alla ferrovia.
Una delle principali novità riguarda la destinazione d’uso del cunicolo esplorativo: sulla base dell’esperienza maturata in altre grandi opere europee, come il traforo del Gottardo, BBT SE ha deciso di trasformarlo in una galleria di servizio. Questa scelta tecnica permetterà di svolgere le future attività di manutenzione senza dover interrompere la circolazione dei treni, garantendo un aumento della capacità ferroviaria complessiva durante la fase di esercizio.
Gli amministratori di BBT SE, Umberto Lebruto e Martin Gradnitzer, hanno spiegato che i maggiori costi e i tempi allungati derivano dai lavori di costruzione supplementari e dall’integrazione dei nuovi sistemi tecnologici. I dirigenti definiscono l’infrastruttura «un sistema ferroviario transfrontaliero», che richiede «i requisiti più elevati in materia di sicurezza, affidabilità ed esercizio».
Il nuovo cronoprogramma ha suscitato commenti anche sul territorio. Marco Zandomeneghi, esponente politico di Verona Domani e membro del Consiglio di Sorveglianza di BBT SE in rappresentanza della Provincia di Verona, ha qualificato la conversione del cunicolo esplorativo in una galleria dedicata a impianti, sicurezza e manutenzione come «un punto fondamentale» per la continuità del traffico. Secondo Zandomeneghi, la decisione avrà un impatto diretto sull’economia e sulla logistica del capoluogo scaligero: «In questo modo verrà massimizzato il trasporto merci che avrà un potenziale enorme per il Quadrante Europa e per l’intera città». L’obiettivo per l’amministrazione e le realtà economiche locali, ha concluso l’ingegnere, è prepararsi per tempo: «Verona sarà davvero la porta verso l’Europa» e dovrà farsi trovare «pronta all’appuntamento del 2034».






























































