mercoledì, Ottobre 21, 2026
Home Cultura Roma, Ambrosini (Ali): dagli Stati Generali proposte concrete per la filiera del...

Roma, Ambrosini (Ali): dagli Stati Generali proposte concrete per la filiera del libro

Paolo Ambrosini, presidente dell’Ali Confcommercio, ha definito la libreria «non soltanto un’impresa che deve stare sul mercato e garantire la propria sostenibilità economica, ma una vera e propria infrastruttura culturale diffusa del Paese che produce valore pubblico». Lo ha detto nel suo intervento conclusivo agli Stati Generali delle Librerie, svoltisi a Roma presso Palazzo Altemps.

Richiamando la lezione di Adriano Olivetti sui fini dell’impresa che vanno oltre il semplice profitto, Ambrosini ha evidenziato un dato preoccupante: l’83% dei comuni italiani è privo di una libreria. «Un dato che non è una semplice fotografia del mercato, ma una questione culturale e territoriale a cui dare risposta», ha sottolineato, chiedendo alle istituzioni di superare interventi isolati e di adottare una politica organica nazionale per i prossimi vent’anni.

Tra le proposte concrete rivolte al Governo e alla filiera, il presidente dell’ALI ha chiesto la stabilizzazione e la messa a regime del Fondo biblioteche e la valorizzazione del Tax Credit Librerie. Ha inoltre proposto l’istituzione di un Fondo nazionale di rotazione per sostenere gli investimenti nelle strutture, nell’innovazione e nella formazione dei librai: un settore «che conta già oltre 400 diplomati dalla scuola ALI».

Ambrosini ha sollecitato anche l’apertura urgente di un tavolo di confronto presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, insieme all’AIE, per affrontare i problemi critici della distribuzione dei libri scolastici. «Il testo non è disponibile quando viene stampato, ma quando arriva nello zaino dello studente. Non si possono accollare sulle librerie i costi e i ritardi delle inefficienze di filiera», ha osservato.

Il presidente di ALI Confcommercio ha quindi ribadito due priorità economiche per la categoria: la revisione del tax credit, perché l’attuale strumento «non rappresenta adeguatamente la realtà libraria» e occorre un sostegno concreto al lavoro quotidiano del libraio che non solo vende libri ma promuove eventi e organizza attività culturali; e l’investimento nelle nuove aperture, oltre al rafforzamento della rete esistente tramite un fondo di rotazione nazionale che dia alle librerie risorse per innovare e adeguarsi ai cambiamenti in atto.