La 104ª Rassegna Bovina di Alba si è chiusa con un bilancio positivo e già con uno sguardo rivolto alla prossima edizione. L’appuntamento dedicato alla Razza Piemontese – Sottorazza Albese, organizzato con il supporto dell’Ente Fiera di Alba, ha confermato la sua valenza come momento di incontro tra allevatori, operatori del settore e cittadini.
L’assessore comunale all’Agricoltura Roberto Cavallo ha sottolineato la buona partecipazione: “È andata bene, c’era un buon numero di capi, anche superiore all’anno scorso, oltre la trentina. E tutti piuttosto soddisfatti”. Dalle osservazioni sui giudizi espressi durante la competizione è nata una proposta organizzativa: Cavallo ha discusso con il sindaco Alberto Gatto la possibilità di nominare la giuria prima della manifestazione, anziché comunicarne la composizione soltanto nella mattinata dell’evento. “Credo che sia giunto il momento di nominare prima la giuria, in modo che anche gli allevatori ne siano al corrente”, ha spiegato l’assessore, che segnala anche manifestazioni di interesse da parte di allevatori assenti quest’anno ma intenzionati a partecipare alla prossima edizione.
Per Cavallo il valore della rassegna non si esaurisce nella valutazione degli animali: è anche occasione per discutere il rapporto tra allevamento, sostenibilità ambientale e consumo consapevole di carne, evitando di considerare tutte le forme di produzione zootecnica allo stesso modo. Pur riconoscendo l’impatto ambientale degli allevamenti di ruminanti, in particolare per le emissioni di metano, l’assessore invita a distinguere i diversi modelli produttivi. “Gli allevamenti della razza piemontese possono considerarsi a pieno titolo sostenibili”, ha affermato, richiamando la possibilità di adottare forme di allevamento estensivo, con pascolamento e presenza dei capi sul territorio, oltre al rapporto tra numero di animali e superficie disponibile. Tale valutazione è connessa anche al benessere animale e alle caratteristiche della filiera locale: l’invito è a non contrapporre automaticamente la produzione di carne alla tutela ambientale, ma a considerare le modalità di allevamento.
Accanto a questo principio c’è l’indicazione di un consumo misurato: mangiare carne con moderazione, privilegiando qualità e provenienza. Cavallo ha richiamato il pensiero di Carlo Petrini, ricordando come la tradizione gastronomica albese valorizzi preparazioni e porzioni differenti rispetto ai grandi tagli di carne: dalla battuta al coltello al bollito, il riferimento è a un consumo legato alle caratteristiche del prodotto e alla cultura alimentare del territorio.
Il percorso di valorizzazione proseguirà domenica 25 ottobre con “Ama la Carne”, iniziativa giunta al terzo anno e organizzata dall’Associazione Macellai Albesi, in collaborazione con il Comune di Alba, l’Ente Fiera e l’Associazione Commercianti Albesi. “Nella Rassegna Bovina celebriamo gli allevatori e con Ama la Carne celebriamo la filiera di chi prepara la carne, dai macellai fino ai cuochi e alla gastronomia”, ha osservato Cavallo, indicando l’evento come momento di incontro tra operatori e consumatori per la valorizzazione delle produzioni locali, della tracciabilità e delle caratteristiche della carne albese.
La volontà di “fare sistema” tra diverse realtà si è già concretizzata nel pranzo che ha accompagnato la rassegna, ospitato da Apro Accademia Alberghiera e offerto da Banca d’Alba. Alla realizzazione hanno contribuito i macellai albesi, che hanno messo a disposizione la carne, l’Associazione Cantine Albesi per il vino e Pane d’Langa per il pane, mentre gli studenti di Apro si sono occupati della preparazione e del servizio. Tra i ragazzi coinvolti c’erano anche due studenti statunitensi e alcuni giovani tedeschi, presenti per un’esperienza formativa, che hanno potuto confrontarsi con preparazioni tipiche della cucina locale, dalla battuta al bollito.
“Credo che questo sia davvero un bel risultato, non personale ma di un territorio capace di fare sistema”, ha concluso Roberto Cavallo.































































