Cresce la complessità delle patologie reumatologiche croniche e diventa urgente ripensare i modelli di assistenza e presa in carico per migliorare la qualità di vita delle persone con artrite reumatoide. Personalizzazione dei percorsi di cura, accesso all’innovazione terapeutica e servizi digitali sono indicati come i tre pilastri necessari per una presa in carico ottimale che rimetta al centro i bisogni psicosociali e clinici dei pazienti.
Con questo obiettivo nasce la campagna Value for Care, promossa da Alfasigma in collaborazione con Anmar – Associazione nazionale malati reumatici Odv. In occasione della Giornata mondiale delle malattie reumatologiche 2026 è stata lanciata la piattaforma educativa dedicata a chi convive con la malattia, disponibile da oggi su www.valueforcare.it. Il sito è arricchito da tre videostorie animate con protagonista Margherita, personaggio guida che racconta il percorso dai primi sintomi alla diagnosi, e da tre videointerviste di esperti su diagnosi precoce, trattamenti e gestione della patologia.
Comprendere l’artrite reumatoide, le opzioni terapeutiche e le finalità dei trattamenti è fondamentale per favorire la partecipazione informata del paziente alle decisioni di cura e migliorare l’aderenza. “Avere oggi una diagnosi di artrite reumatoide significa disporre di un ventaglio di opzioni terapeutiche; la sostenibilità non va intesa come semplice risparmio, ma come capacità di garantire il farmaco giusto, al momento giusto, per il paziente giusto – dichiara Silvia Tonolo, presidente Anmar –. Per migliorare le strategie dalla diagnosi alla gestione a lungo termine è essenziale rendere il paziente consapevole e partecipe del proprio percorso di cura: conoscere la propria patologia, le possibili comorbidità e le opzioni disponibili permette di contribuire, insieme al medico, alle scelte terapeutiche. Istituzioni, professionisti sanitari e associazioni di pazienti, ciascuno nel proprio ruolo, possono contribuire a costruire una sanità capace di garantire diagnosi tempestive, continuità assistenziale e accesso equo alle cure più appropriate, indipendentemente dal luogo di residenza e dalle condizioni economiche e sociali”.
L’artrite reumatoide è una patologia autoimmune complessa che, si stima, colpisce in Italia tra le 200.000 e le 300.000 persone (prevalenza 0,5% della popolazione), con sintomatologia dolorosa articolare e rischio di disabilità funzionale se non trattata adeguatamente. Personalizzare le strategie terapeutiche significa considerare le caratteristiche cliniche di ciascun paziente, i bisogni, l’impatto sulla quotidianità e le eventuali comorbidità. L’appropriatezza terapeutica riguarda l’intero percorso di cura, dalla scelta del farmaco al monitoraggio dei benefici nel tempo, con un dialogo attivo e consapevole tra paziente e medico per individuare bisogni ancora insoddisfatti e definire obiettivi condivisi.
“Personalizzare le cure per una persona con artrite reumatoide significa, essenzialmente, adattare la terapia alle caratteristiche cliniche del paziente, al suo stile di vita, ad eventuali malattie associate all’artrite reumatoide. Questo approccio consente il mantenimento o il recupero di una buona qualità di vita e la prevenzione di eventuali disabilità motorie nel lungo periodo – spiega Florenzo Iannone, ordinario di Reumatologia DiMePRe-J, direttore Uoc Reumatologia Azienda policlinico-universitaria Aldo Moro di Bari –. Il nostro scopo non è solo quello di spegnere l’infiammazione, ma di permettere a queste persone il ripristino o il mantenimento di una buona qualità di vita; di lavorare, di svolgere le proprie attività quotidiane e di mantenere delle buone relazioni sociali”.
Nella gestione delle patologie croniche entrano oggi in gioco diversi dati e indicatori in grado di supportare scelte terapeutiche appropriate e sostenibili. “I dati necessari per stimare appropriatezza e sostenibilità sono fondamentalmente di tre tipi – spiega Paolo Sciattella, professore di Economia, Università di Roma Tor Vergata –: gli esiti clinici, ovvero i dati raccolti, ad esempio, dai registri di patologia; i patient reported outcome, quindi gli esiti riferiti dal paziente, che dovrebbero essere integrati anch’essi nei registri di patologia; e il consumo di risorse. Grazie a questi dati è possibile stimare la farmacoutilizzazione, l’aderenza e la persistenza a un trattamento, ma anche valutare quello che è il consumo di altre risorse sanitarie, come ad esempio l’assistenza specialistica o l’assistenza ospedaliera. La cosa fondamentale, però, è che questi dati siano collegati tra di loro”.
La campagna Value for Care nasce dall’impegno in reumatologia di Alfasigma, descritta come storica azienda farmaceutica fondata in Italia 75 anni fa, che oggi opera globalmente con l’obiettivo di migliorare la salute e la qualità della vita di pazienti e caregiver e di supportare il personale sanitario con informazione, aggiornamento e servizi per il territorio. “Siamo convinti che lavorare in partnership con le organizzazioni dei pazienti e le Istituzioni possa contribuire a creare soluzioni concrete che vadano oltre il farmaco e supportino paziente, caregiver e sistema – commenta Alessandra Sinibaldi, VP Value, Access and Policy di Alfasigma Italia –. Per Alfasigma la reumatologia è un’area terapeutica cruciale, che pone sfide per il sistema in termini di sostenibilità e appropriatezza. Vogliamo alimentare il dialogo tra gli stakeholder su questi due temi, favorendo un confronto equo tra tutte le parti a diverso titolo coinvolte nella gestione del paziente con artrite reumatoide. L’obiettivo è facilitare un percorso di cura della patologia con indicatori di esito sempre di più orientati all’ottenimento di una migliore qualità di vita del paziente”.
Nell’ambito di Value for Care è stato pubblicato, nella collana dei Quaderni di Quotidiano Sanità, il volume Creare valore, migliorare la cura. Personalizzazione e appropriatezza nel viaggio del paziente reumatologico: stato dell’arte in artrite reumatoide. Si tratta di un progetto editoriale rivolto a clinici, decisori pubblici e key opinion leader che raccoglie contributi di Anmar, clinici e rappresentanti istituzionali per riflettere sull’adozione di indicatori di appropriatezza terapeutica e sul concetto di valore nei percorsi di cura, anche in ottica di sostenibilità e allocazione delle risorse del Sistema Sanitario. Il Quaderno sarà diffuso in formato cartaceo e digitale.



























































