sabato, Ottobre 17, 2026
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Azerbaigian, proteste e arresti dopo il divieto dell’hijab nelle scuole

In Azerbaigian cresce la protesta dopo che alle ragazze che indossano l’hijab è stato vietato l’accesso alle scuole in base a nuove norme sull’uniforme scolastica.

Studenti e insegnanti hanno organizzato manifestazioni e, secondo quanto riportato da Al Jazeera, decine di persone sarebbero state arrestate. Utenti segnalano inoltre interruzioni sui social media.

L’emendamento approvato il mese scorso non vieta esplicitamente il velo islamico, ma proibisce l’uso di indumenti nelle scuole che, secondo il governo, violano il “principio di laicità”. La decisione ha scatenato proteste e alcune scuole hanno cominciato a impedire a studenti e insegnanti di frequentare le lezioni.

L’agenzia di stampa statale azera Apa ha dichiarato che la modifica al regolamento sulle uniformi per gli studenti degli istituti statali di istruzione generale mira a garantire un codice di abbigliamento uniforme che rifletta il “principio laico” del Paese. Circa il 96% della popolazione dell’Azerbaigian si identifica come musulmana; la sua costituzione definisce il Paese come laico, garantendo al contempo la libertà religiosa.

L’Apa ha aggiunto che, per le celebrazioni, potranno essere indossati abiti che riflettano “la storia, la cultura e i valori nazionali e morali del popolo azero”, previa approvazione del Consiglio Pedagogico, che opera sotto l’egida del Ministero della Scienza e dell’Istruzione. Secondo quanto dichiarato, tale abbigliamento garantirà che gli insegnanti rispecchino gli “standard professionali” e avrà effetti positivi sulla “reputazione pubblica della scuola”.