martedì, Ottobre 20, 2026
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Bologna, retrospettiva su Edith Tudor Hart: cento foto tra arte e spionaggio

Apre il 24 ottobre a Palazzo Pepoli, a Bologna, la prima retrospettiva italiana dedicata a Edith Tudor Hart (1908-1973). La mostra, allestita fino al 28 febbraio e curata da Ono Arte in collaborazione con l’archivio Fotohof di Salisburgo — ora sede dell’intero archivio di Tudor Hart — presenta l’opera e la vicenda personale della fotografa viennese naturalizzata britannica, attiva tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento.

L’esposizione comprende oltre cento fotografie, suddivise in cinque sezioni che attraversano temi diversi: dalla povertà sociale agli eventi politici del suo tempo, dall’osservazione della vita quotidiana alle immagini dei lavoratori, fino alle fotografie che hanno i bambini come protagonisti della società. Una parte della mostra è dedicata anche alla sua attività come agente sovietica e alle motivazioni sociali, culturali e politiche che l’avrebbero spinta ad agire in segreto fin dalla giovane età.

Tudor Hart è ricordata per aver documentato con qualità stilistica le condizioni di vita delle classi lavoratrici e i movimenti sociali del suo tempo. Parallelamente alla sua attività fotografica, è stata sempre attiva negli ambiti socialisti militanti e le fonti ritengono che collaborasse con i servizi segreti e di intelligence sovietica sin dall’adolescenza. In particolare le fonti britanniche recentemente desecretate confermano che ebbe un ruolo chiave nel reclutamento dei membri della rete di spionaggio nota come i “Cambridge Five”. I documenti ancora in possesso della Russia sono invece al momento inaccessibili.

Negli anni ’50, temendo di essere sorvegliata e smascherata, Tudor Hart distrusse gran parte dei suoi negativi. A seguito delle pressioni dei servizi segreti britannici e per motivi di salute mise fine alla sua carriera di fotografa e per mantenersi aprì un piccolo negozio di antiquariato. Gran parte del lavoro fotografico sopravvissuto alla distruzione è rimasto perlopiù sconosciuto ed è stato riscoperto solo decenni dopo la sua morte, avvenuta a Brighton.