Un bistrot gestito da donne vittime di violenza è stato inaugurato stamani all’interno del parco della Reggia di Caserta. Si chiama Giardino della Camelia – Bistrot e Cultural Lab e sorge nell’ex Casa di Guardia del Parco Reale, lungo la via d’acqua. Testimonial dell’inaugurazione la cantante Paola Turci e il rapper napoletano Lucariello.
L’iniziativa non nasce da una tradizionale concessione a privati, ma da un partenariato che mette insieme il Museo Vanvitelliano, in rappresentanza del ministero della Cultura, e soggetti del terzo settore impegnati sul territorio: le cooperative sociali EVa, Terra Felix e Carla (Capability Approach Reti per il Lavoro e l’Autonomia). L’obiettivo è trasformare l’edificio storico in uno spazio dove raccontare storie e sapori del territorio, offrire una pausa ristoratrice e proporre laboratori esperienziali per adulti e bambini.
Il direttore ad interim della Reggia, Antonio Tarasco, ha espresso l’auspicio di implementare ulteriori servizi per i visitatori. “A Versailles – sottolinea Tarasco – c’è un ristorante stellato, perché non possiamo pensare di farlo anche qui; o magari possiamo rendere navigabile lo specchio d’acqua della peschiera grande e installarvi nell’area un chiosco, far rivivere la castelluccia. E anche il Belvedere di San Leucio, di proprietà del Comune, che con la Reggia e l’Acquedotto Carolino sono beni Unesco, va valorizzato con politiche congiunte”.
La mission primaria del bistrot, secondo Lella Palladino, fondatrice e anima della Coop EVa, è “di dare un’opportunità unica di lavoro a donne che hanno sofferto tanto, ma hanno trovato il coraggio di rifarsi una vita”. Il Giardino della Camelia, chiamato in onore del fiore simbolo della Reggia, offrirà occupazione stabile a 10 donne; la formazione professionale è affidata alla chef casertana Rosanna Marziale.
Prima di esibirsi con la chitarra, accompagnata da Lucariello, nel brano “Bambini”, Paola Turci si è soffermata “sull’importanza di essere qui, perché parliamo di cose che nascono”, sottolineando l’importanza “di parole come collettività e comunità, rese concrete con questo progetto; parole fondamentali per sconfiggere la violenza contro le donne”. All’inaugurazione erano presenti anche la prefetta Lucia Volpe e rappresentanti delle forze dell’ordine.



























































