Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice della Strada, frutto — spiega il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) — di un “lungo percorso” di elaborazione che ha coinvolto associazioni di settore, tecnici e imprese. Secondo il Mit, l’impianto generale punta a una riduzione delle sanzioni, che devono avere “una funzione deterrente e non vessatoria”, pur prevedendo un inasprimento delle misure contro i comportamenti più pericolosi per aumentare la sicurezza di tutti gli utenti della strada.
Tra le novità previste dal testo, il Mit segnala il “divieto di marcia a tempo indeterminato per chi viaggia senza assicurazione” e l’inasprimento delle sanzioni per chi conduce senza i dovuti requisiti autobus o mezzi adibiti al trasporto di scolari o studenti. È previsto anche il recupero delle somme non pagate dagli utenti stranieri e l'”obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per gli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni”.
Il provvedimento prevede la semplificazione delle procedure relative al Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE): tutti i Comuni saranno tenuti ad aderire alla piattaforma nazionale per garantire il riconoscimento del contrassegno sull’intero territorio italiano. Particolare attenzione viene riservata ai motociclisti: oltre a un programma per l’installazione di barriere salva-motociclisti, il testo contempla la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti.
Il Mit informa inoltre che il nuovo Codice prevede “una generale diminuzione delle multe” insieme a un deciso contrasto, “voluto dal ministro Salvini”, ai comportamenti che mettono maggiormente a repentaglio la sicurezza. La razionalizzazione delle sanzioni include la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione e un “arrotondamento al ribasso” di alcuni importi: i minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre le sanzioni di 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro.
Altri aspetti del provvedimento: il limite anagrafico per il trasporto professionale con tutte le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE) viene innalzato da 68 a 70 anni, con l’obbligo di verifica biennale. Non sarà più obbligatorio portare con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione: gli organi di polizia possono verificarli telematicamente. Per le notifiche dei verbali di contestazione rilevati da remoto e senza contestazione immediata, i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare il verbale.
La proposta ha suscitato critiche da parte del Codacons, che contesta la riduzione generalizzata degli importi delle multe sostenendo che “ridurre o aumentare gli importi delle sanzioni non migliora la sicurezza stradale” e che le novità del Codice appaiono “più come fumo negli occhi che come reali interventi in favore degli utenti” delle strade. L’associazione mette in guardia sull’efficacia delle norme in assenza di controlli sul territorio e ricorda l’esempio dei monopattini, con regole regolarmente violate riguardo casco, divieti, trasporto di passeggeri e limiti di velocità.


























































