Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, ha parlato alla vigilia del match di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk, spiegando il suo rapporto con i giocatori e la responsabilità che sente nei confronti della squadra.
“Parlo piano, rido, scherzo, mi arrabbio. Faccio con i miei giocatori quello che faccio a casa con i miei figli. Il rapporto con i giocatori lo considero molto vicino al rapporto che ho con i miei figli e quindi se urlo, il mio amore nei loro confronti non cambia mai”, ha detto Chivu.
Riguardo alle difficoltà dell’Inter lontano dall’Italia, il tecnico si è assunto la responsabilità delle sconfitte: “Sono io il colpevole ed è giusto che sia così. Noi non siamo perfetti come squadra, né individualmente. Abbiamo anche noi problemi, cose che influiscono sull’andamento di una partita, ma mi interessa che il gruppo faccia di tutto per portare a casa il risultato”.
Chivu ha aggiunto che non vuole che le sconfitte vengano trattate come un dramma nazionale: “Non siamo perfetti e non vogliamo essere dipinti come la perfezione, ma non voglio neanche vedere che se l’Inter perde deve essere un dramma nazionale. C’è la sensazione che l’Inter abbia l’obbligo e gli altri no, non va bene”.


























































