Il nuovo bando regionale per il rilancio del settore vitivinicolo, relativo all’annualità 2026-2027 e finalizzato a incentivare l’apertura di nuovi sbocchi di mercato per le rimanenze di vino invendute, non risponde alle esigenze delle imprese del territorio. È la posizione espressa da Coldiretti Cuneo nel commentare l’intervento della Regione.
“Pur riconoscendo la volontà della Regione di intervenire a sostegno del comparto – spiega Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo –, il bando presenta condizioni di accesso e vincoli operativi limitanti, ma l’elemento di maggior criticità riguarda la dotazione finanziaria. Si tratta, infatti, di un importo complessivo, 1,5 milioni di euro, insufficiente a garantire un sostegno significativo a una platea ampia di imprese vitivinicole. Penalizzare le imprese del nostro territorio significa non tener conto del loro valore fondamentale e del presidio economico, sociale che svolgono”.
Coldiretti Cuneo sollecita risorse adeguate e strumenti concreti: “È necessario garantire risorse proporzionate agli obiettivi e predisporre misure realmente accessibili e calibrate sulle caratteristiche delle imprese. Non serve un contentino, ma una formula concreta e reale di supporto – evidenzia Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo –. Il vitivinicolo rappresenta un patrimonio economico e produttivo di assoluto valore la cui competitività deve essere preservata attraverso politiche capaci di intervenire sulle specifiche esigenze delle diverse realtà territoriali e produttive”.
Il comparto nella Granda conta circa 6.500 imprese, 16.800 ettari di superficie vitata, una produzione vicina a 1 milione di ettolitri e circa 100 milioni di bottiglie all’anno, per la maggior parte a marchio DOC o DOCG.






























































