Quasi quarant’anni dopo la prima gara amatoriale, Finale Ligure si prepara ad ospitare il suo primo Mondiale di mountain bike, appuntamento che corona una storia sportiva e territoriale costruita nel tempo.
La sfilata sul lungomare, prevista per questa sera, darà ufficialmente il via alla competizione iridata. Da domani, sabato 17 ottobre, e per l’intera giornata di domenica, saranno le gare a determinare i vincitori: in palio ci sono sei titoli mondiali nelle due discipline previste.
La storia comincia l’11 settembre 1987, quando un gruppo di appassionati organizzò la prima prova quasi per gioco. Danilo Basso, testimone e protagonista di quegli inizi, ricorda la formula adottata: «era un circuito tutto dentro il borgo, di circa un chilometro e mezzo, da ripetere nelle tre ore: una bicicletta, due partecipanti». Anche le biciclette erano diverse rispetto a oggi: «avevano le forcelle rigide, i pedali flat, il manubrio rigido e tante altre cose diverse», osserva Basso.
La prima edizione riscosse un successo inatteso: alla gara parteciparono 47 coppie. Da lì iniziò una crescita progressiva, prima a livello nazionale e poi internazionale. Nel 1991 Finale ospitò la finale di Campionato Italiano di cross country, con 640 atleti provenienti da tutta Italia e i migliori biker dell’epoca.
Nel tempo i sentieri, i borghi e l’entroterra sono diventati parte integrante dell’offerta, trasformando Finale nella Finale Outdoor Region, una realtà di riferimento mondiale per la mountain bike e, in particolare, per l’enduro. La Regione non si limita più al solo Comune di Finale Ligure, ma coinvolge una rete di località costiere e dell’entroterra fino a Castelvecchio di Rocca Barbena.
Secondo Basso, lo sviluppo del movimento ha superato eventuali divisioni locali: «Io penso che il campanilismo non sia mai esistito, nel senso che ormai tutti i Comuni, sia dell’entroterra che quelli rivieraschi, hanno capito il fenomeno e hanno tutti gli interessi a non farsi concorrenza uno con l’altro e cercare di collaborare tutti insieme per ottenere il massimo risultato».
Per il Mondiale i numeri crescono ulteriormente: saranno circa 300 gli atleti professionisti chiamati a contendersi i titoli, ai quali si aggiungono le categorie Open, portando il totale dei partecipanti intorno alle 500 unità, un salto notevole rispetto alle 47 coppie del 1987.
Basso sottolinea però anche la responsabilità che deriva dal successo: mantenere e potenziare il livello raggiunto richiede risorse. «Ci sono delle difficoltà perché comunque il mantenimento della sentieristica comporta dei costi e noi, come consorzio, cerchiamo di gestire i denari nel migliore dei modi e distribuirli ovviamente su tutto il territorio», afferma.
Dietro la visibilità delle gare c’è un lavoro quotidiano di manutenzione e collaborazione istituzionale che ha reso i sentieri del Finalese una vera infrastruttura sportiva e turistica. Questa sera, con la sfilata sul lungomare, Finale apre il capitolo più prestigioso di una storia iniziata l’11 settembre 1987: dalla gara nel borgo con 47 partecipanti alla scena iridata, la mountain bike a Finale arriva al suo momento più importante.






























































