La difesa di Andrea Sempio ha depositato in replica alla Procura di Pavia le consulenze relative all’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno anticipato di due giorni il deposito degli elaborati rispetto alla scadenza del 18 ottobre, data entro la quale tutte le parti potranno presentare i loro approfondimenti. Il deposito costituisce l’ultimo capitolo dell’indagine prima della prevista richiesta di rinvio a giudizio per Sempio.
Tre esperti incaricati dalla difesa — Marina Baldi, Armando Palmegiani e Katia Sartori — concludono che nell’impronta 33, la traccia sul muro della casa di Poggi attribuita ad Andrea Sempio, non è presente sangue. Secondo la loro consulenza, l’esito negativo del test OBTI per la presenza di sangue del 2007 era corretto. Attraverso una sperimentazione pratica su pannelli murari con diluizioni ematiche scalari, gli autori affermano di aver confermato l’affidabilità operativa del test OBTI e l’efficacia del campionamento per escissione profonda; pertanto escludono la natura ematica della traccia 33 in assenza di prove scientificamente validate della presenza di sangue o di interferenze tali da falsare il test negativo del 2007.
Sulla traccia di materiale rilevata ai margini ungueali di Chiara Poggi, la contro-consulenza della difesa firmata da Carlo Previderè e Pierangela Grignani sottolinea che l’aplotipo Y identifica un lignaggio paterno e non una persona. I consulenti affermano inoltre che nessun dato consente di stabilire come e quando il materiale si sia depositato.
Per quanto riguarda l’impronta di scarpa rinvenuta sulla scena del delitto, gli esperti della difesa sostengono che la corrispondenza dimensionale è maggiore con la taglia 40 piuttosto che con la 42. L’analisi, si legge nell’elaborato, si fonda sul concetto di “identità relativa impropria”: il disegno della suola è generico e diffuso globalmente, il che permette di individuare la classe merceologica ma non di ricondurre la traccia a un unico paio di scarpe in assenza di contrassegni accidentali univoci. L’impronta numero 6, rinvenuta sul pavimento del bagno ed estratta dai rilievi originari dei RIS, è stata considerata la più completa per il confronto dimensionale.
In mancanza di campioni reali, la difesa ha acquistato sei paia di scarpe originali Frau usate (dalla taglia 39 alla 44) e ha effettuato rilievi in un opificio specializzato nella progettazione e realizzazione di stampi industriali. L’acquisizione tridimensionale dei campioni e la sovrapposizione digitale con la traccia 6 e con il modello prototipato in scala hanno portato alla verifica che l’impronta della scena del crimine presenta una maggiore corrispondenza dimensionale con la taglia 40 rispetto alla 42. Secondo la Procura di Pavia, invece, la taglia 42 del killer, numero individuato nella sentenza di condanna per Stasi, è compatibile col piede di Sempio.



























































