sabato, Ottobre 17, 2026
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Racconigi: Fiom, nessun piano per il sito cuneese, pronti a sedersi a qualsiasi tavolo

Prosegue la mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva e del gruppo Acciaierie d’Italia. Oggi, venerdì 16 ottobre, a Taranto si conclude la quinta giornata di sciopero e di presidi indetta da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb contro lo spegnimento dell’area a caldo, in vista del tavolo istituzionale fissato per il 27 ottobre a Palazzo Chigi.

La crisi interessa l’intero paese e tocca anche la provincia di Cuneo, dove lo stabilimento di Racconigi vive ore di profonda incertezza. A fare il punto sulla situazione locale è Domenico Calabrese, componente della segreteria Fiom Cgil di Cuneo, al termine dell’ultimo presidio organizzato dalle tute blu.

“Oggi abbiamo fatto l’ennesimo presidio – dichiara Domenico Calabrese –. Nel documento fornito al sindacato non si prevede alcun tipo di intervento per Racconigi. Se ci sono soluzioni, devono essere valide per tutti gli stabilimenti. Racconigi è il sito che in questo momento se la passa peggio”.

Sulla prospettiva produttiva del polo cuneese Calabrese precisa la posizione del sindacato rispetto alle ipotesi di cessione e apre a confronto su soluzioni concrete. “L’importante è tornare a lavorare, che sia con l’acquisto di coils o per conto terzi – spiega –. Va anche precisato che anche in passato al sindacato non è mai arrivata alcuna proposta per la cessione del singolo sito di Racconigi. Se arrivasse una proposta in quella direzione ci sederemmo a qualsiasi tavolo. Per la Fiom di Cuneo, se ci sono soggetti intenzionati ad acquistare e se arrivano proposte, le valuteremo certamente. Ma fino ad oggi non è giunta alcuna comunicazione da parte di azienda, commissari o altri su una volontà di cedere Racconigi”.

Un passaggio cruciale per le sorti degli impianti piemontesi è atteso la prossima settimana. “Quello di martedì 21 ottobre in Regione sarà un appuntamento importante – conclude il segretario della Fiom Cgil –. Insieme ai lavoratori di Novi Ligure chiederemo un intervento deciso che possa rimettere in piedi i siti piemontesi del gruppo”.