Le giornate nazionali istituite per legge in Italia sono arrivate a quota 51, con un elenco di celebrazioni che spazia dai Giusti dell’umanità agli alberi, dal dono a Cristoforo Colombo. Negli ultimi tempi hanno trovato posto sul calendario anche la meraviglia e il riciclo della carta. Sull’accelerazione di queste commemorazioni è intervenuto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, invitando a mettere un freno alla proliferazione.
Nel calendario figurano, fra le altre ricorrenze, il Giorno del dono il 4 ottobre e la Giornata degli alberi il 21 novembre. Il 21 febbraio è dedicato al Braille, il 24 ottobre allo spettacolo, mentre il 5 febbraio è riservato alla prevenzione dello spreco alimentare. Le giornate nazionali, pur essendo stabilite per legge, non sono festività: non comportano dunque la chiusura e non danno diritto a giorni di vacanza. Scuole, università e amministrazioni pubbliche sono tuttavia spesso chiamate a organizzare cerimonie, incontri e iniziative di sensibilizzazione.
Il Parlamento è stato particolarmente attivo: nelle ultime tre legislature sono state istituite 36 giornate nazionali, venti delle quali nella sola legislatura attuale. Nel frattempo, nelle commissioni parlamentari è in attesa di approvazione un ulteriore pacchetto di proposte. Fra le iniziative in discussione vi sono la giornata del panettone italiano, promossa da Fratelli d’Italia, e quella dell’ecospiritualità, proposta da due deputate del M5s. La Lega propone invece di celebrare i dialetti e le lingue locali, mentre la scrittura a mano, per iniziativa di FdI, è stata concepita come una settimana intera.
Nell’elenco delle proposte parlamentari figurano anche giornate dedicate al silenzio, alle botteghe storiche, al patrimonio caseario e alla sartoria tradizionale italiana. Un fervore celebrativo che attraversa gli schieramenti politici.



























































