La Flc Cgil Liguria ribadisce la propria contrarietà all’istituzione del Liceo Made in Italy e contesta la ricostruzione della vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Scuola, Simona Ferro, sull’unanimità della decisione assunta nell’ultima riunione del Comitato regionale istruzione e formazione (Crif).
Al centro della polemica c’è il voto sulle proposte relative all’offerta formativa scolastica per il prossimo anno. Secondo il sindacato, la Regione avrebbe presentato un pacchetto unico di interventi, senza consentire di distinguere le posizioni sulle singole misure. Una modalità che avrebbe portato la Flc Cgil ad astenersi sull’intero insieme di proposte, pur esprimendo valutazioni differenti sui singoli provvedimenti.
“Sul piano dell’offerta formativa scolastica del prossimo anno la Regione ha confezionato un pacchetto unico e ci ha messi davanti al prendere o lasciare — dichiara Mario Lugaro, segretario generale della Flc Cgil Liguria — Nella riunione del Crif ci sono state presentate velocemente alcune proposte sull’istituzione di nuove scuole e sul liceo del Made in Italy: sulle prime ci siamo espressi in modo favorevole, mentre sulle seconde abbiamo espresso la nostra piena contrarietà, ma essendo un pacchetto unico alla fine ci siamo dovuti astenere su tutte le proposte”.
La posizione del sindacato, precisa Lugaro, non riguarda indistintamente tutti gli interventi presentati dalla Regione. La Flc Cgil aveva infatti espresso parere favorevole alla nuova istituzione di una sezione dell’Istituto alberghiero di Sarzana, all’attivazione di alcune sezioni di scuola dell’infanzia nelle province di Genova e Imperia e all’apertura di una sezione di scuola secondaria di primo grado in provincia di Savona.
La netta contrarietà riguarda invece la proposta di istituire nuovi Licei Made in Italy a Genova, Savona e Imperia. Ed è proprio su questo punto che il sindacato contesta la rappresentazione di una decisione unanime: riguardo alle delibere degli Organi Collegiali (Consiglio di Istituto e Collegio Docenti), “la risposta dell’assessore Ferro è stata di rivolgersi alle Amministrazioni di Area Vasta provinciali”, riferisce la Flc Cgil.
“Vista la scarsa adesione delle famiglie per il secondo anno consecutivo non si capisce l’accanimento della Regione sul liceo del made in Italy e sarebbe molto più utile investire risorse laddove ci sono bisogni reali” conclude Lugaro.






























































