Frank Mancuso, 93 anni, è morto a Los Angeles. Considerato l’artefice del successo di film come Top Gun, Ghost, Attrazione Fatale, Indiana Jones – L’Ultima Crociata e di tre episodi della saga di James Bond, Mancuso fu una figura di primo piano nell’industria cinematografica statunitense.
Nato nel mondo del cinema lavorando giovanissimo come maschera in una sala di Buffalo, Mancuso costruì una carriera atipica: non tanto come produttore, ma come esperto nel vendere i film. Per questo venne soprannominato “Gentleman Frank” per i modi pacati e anche “The Godfather” per le sue origini italo-americane.
Alla Paramount salì fino a ricoprire le cariche di presidente e amministratore delegato dal 1984 al 1991. Il suo primo provvedimento da presidente fu che nessuna sceneggiatura potesse essere accantonata o venduta senza la sua approvazione: così ripescò Top Gun, intuendo il potenziale del carisma di Tom Cruise e delle spettacolari riprese aeree. Top Gun si confermò il maggiore successo al botteghino del 1986, con circa 360 milioni di dollari di incassi nel mondo.
Mancuso fu anche uno dei primi a usare colonne sonore e videoclip come strumenti di marketing: il suo contributo aiutò a trasformare La Febbre del Sabato Sera (1977) in un fenomeno mondiale della disco music e Flashdance (1983) in un evento di costume. Nel 1983 decise inoltre di distribuire Voglia di Tenerezza poco prima del Thanksgiving, periodo allora considerato poco redditizio; il film conquistò il pubblico durante le feste natalizie e vinse cinque Oscar.
Nel 1991 lasciò la Paramount al termine di un burrascoso riassetto ai vertici, dopo che grandi produzioni uscite nel 1990 — Giorni del Tuono con Tom Cruise, Il Grande Inganno con Jack Nicholson e Il Padrino Parte III — avevano deluso le aspettative. Due anni dopo, nel 1993, fu chiamato a guidare la Metro-Goldwyn-Mayer/United Artists in difficoltà: alla Mgm rimase al timone fino al 1999 e contribuì al rilancio della saga di James Bond, riportando sul grande schermo l’agente 007 con tre film interpretati da Pierce Brosnan — GoldenEye, Il Domani non muore Mai e Il Mondo non Basta.
Barry Diller, che lo aveva preceduto alla Paramount, lo definì “un brillante stratega”, una reputazione costruita lontano dai riflettori in un’industria spesso dominata da figure meno discrete.



























































