MARCIANISE — È stata disposta una misura cautelare aggravata nei confronti di Dante Salzillo, l’imprenditore di Marcianise a capo dell’Areco già sottoposto in precedenza agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della DDA di Napoli sulle tangenti nei cantieri dell’Alta velocità Napoli-Bari, sullo sfruttamento dei lavoratori e sugli interessi economici del clan Belforte.
La Guardia di Finanza di Napoli ha rilevato che Salzillo avrebbe continuato a gestire la propria azienda durante il periodo di arresti domiciliari, nonostante gli fosse vietato anche comunicare con l’esterno. Tra i contatti con i collaboratori in Areco, secondo gli accertamenti, figura Giandomenico Colella, ex consigliere comunale ritenuto un uomo di fiducia di Salzillo.
Le fiamme gialle avrebbero inoltre riscontrato conversazioni tra Salzillo e Colella in merito alle indagini e a possibili strategie difensive. Pur non avendo violato gli obblighi di dimora e di firma in caserma, la posizione di Colella è stata comunque aggravata dal punto di vista della libertà personale: per l’avvocato è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.
Le nuove misure cautelari, connesse ai controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza, sono state richieste dalla procura antimafia e disposte con provvedimento del gip del tribunale di Napoli, Federica Girardi.
































































