Il giorno dopo il varo del decreto legge sull’ordine pubblico, la premier Giorgia Meloni ha riunito i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per fare un nuovo punto sulla situazione, con un’attenzione particolare alle manifestazioni nel settore dell’autotrasporto e alle possibili infiltrazioni criminali. L’incontro, riferiscono fonti di governo, è stato svolto alla vigilia del Consiglio dei ministri convocato per venire incontro alle proteste dei Tir.
Nel provvedimento sono state sbloccate risorse per oltre un miliardo, ma nell’esecutivo resta forte il timore per i blocchi che hanno creato disagi all’intero Paese. Fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato che il proseguimento delle proteste, “nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria”, evidenzia “una situazione complessa”. L’obiettivo del governo è riportare la calma distinguendo “le legittime rivendicazioni” degli operatori dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale.
Le stesse fonti hanno richiamato la necessità di separare le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità, ribadendo che “il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili”. A pagare il prezzo dei blocchi, hanno osservato, sono anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività.
Il governo ha inoltre rimarcato l’impegno a individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell’autotrasporto e la volontà di affrontare le criticità sollevate dalla categoria per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo. Il Consiglio dei ministri libererà ulteriori risorse anche per il comparto agricolo. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha avvertito che “ci sono infiltrazioni all’interno di queste mobilitazioni che rendono pericolosa la situazione” e ha aggiunto che bisogna “sbloccare l’Italia e dare la possibilità a tutte le merci di circolare tenendo conto di tutte le istanze”, sottolineando altresì la necessità di guardare “i curriculum dei leader della protesta. Se ve li andate a studiare, anche qualche casellario giudiziario…”. L’opposizione chiede che la premier riferisca in Aula.
Prosegue lo scontro tra centrodestra e opposizione sul decreto legge sull’ordine pubblico: la maggioranza auspica che il provvedimento venga firmato dal Quirinale prima di sabato, quando sono previste ulteriori manifestazioni. In vista dei prossimi cortei, questa mattina in Prefettura a Milano si è tenuta una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica alla quale hanno partecipato il sindaco Sala, Salvini e il ministro Piantedosi. È stata dichiarata allerta e la vigilanza sarà massima, con l’aumento dei militari introdotto dal decreto legge.
Dopo la firma del Colle il provvedimento dovrebbe iniziare il suo iter dalla Camera, mentre i partiti della maggioranza preparano possibili modifiche. Valutazioni in corso, per esempio, in Fratelli d’Italia che potrebbe proporre, riferiscono fonti parlamentari, lo stop ai sussidi per chi provoca danni, sull’esempio di quanto deciso in Francia, e la revoca della cittadinanza nei casi di stranieri che provocano devastazioni e saccheggi.
I rappresentanti del centrodestra hanno difeso i contenuti del decreto. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha dichiarato: “Alle azioni dei criminali si risponde con l’autorità dello Stato e il rispetto delle leggi, se serve con nuove leggi come quelle che abbiamo varato”, e ha aggiunto che “non c’è stata alcuna sottovalutazione del rischio”. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha affermato che “Disagio non è saccheggio scarpe e telefoni” e ha aggiunto: “non penso – osserva – a regie esterne, regie occulte o guerre ibride”. Antonio Tajani ha ribadito che “Io non sono per soffocare la libertà di manifestazione, tutt’altro. Ma si manifesta in maniera civile”. Sul possibile coinvolgimento di giovani manovrati dall’esterno il ministro dell’Interno ha osservato: “Giovani manovrati dall’esterno? Questo è prematuro dirlo, non ci sono evidenze materiali chiare e certe che questo sia avvenuto”.
Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio è necessaria “repressione ma anche prevenzione”, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha messo in guardia dal rischio di non comprendere pienamente l’accaduto: “Sarebbe un errore non cercare di capire a cosa stiamo assistendo e perché”. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha sollecitato di “farsi carico del malessere e dell’insicurezza dei giovani”. Dalla segreteria del Partito Democratico, la leader dem Elly Schlein ha chiesto che “Il governo convochi i sindaci” e ha ammonito: “non si usino violenti per coprire manifestazioni pacifiche”.




























































