sabato, Ottobre 17, 2026
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Meloni favorevole all’estensione dell’aliquota Irpef al 33% oltre 50 mila euro

“Sono ovviamente più che favorevole all’estensione dell’aliquota Irpef al 33%” oltre l’attuale soglia di 50 mila euro. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera, in sede di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, rispondendo al deputato Luigi Marattin del Partito liberaldemocratico.

Rivolgendosi invece in aula al Senato alla senatrice di Italia viva Annamaria Furlan, Meloni ha respinto le accuse sul cosiddetto fiscal drag: “La senatrice Furlan, che è tornata sul tema del fiscal drag, dicendo che il governo avrebbe sottratto miliardi di euro a lavoratori e pensionati, dovrebbe sapere che questa narrazione è stata abbondantemente smentita da diversi istituti di analisi. Anche la Bce ha messo nero su bianco che attraverso gli interventi di sostegno al reddito questo governo ha restituito più di quanto ha preso attraverso il drenaggio fiscale, aiutando in particolar modo i lavoratori dipendenti”.

La Cgil, per voce del segretario confederale Christian Ferrari, contesta però la ricostruzione del governo. “Come Cgil chiediamo, da anni, la neutralizzazione del drenaggio fiscale per i redditi fissi. La presidente del Consiglio ha oggi sostenuto in Senato che il governo ha restituito a lavoratori e pensionati più di quanto ha preso con il fiscal drag. Non è affatto vero per i pensionati, cui non è stato restituito assolutamente nulla, visto che il taglio del cuneo contributivo e la sua successiva fiscalizzazione ha riguardato solo i lavoratori. Per questi ultimi, le misure che erano state annunciate come sostegno al reddito non sono bastate nemmeno a compensare quanto perso. Un gioco delle tre carte, con lo Stato che si riprende con una mano quanto riconosciuto con l’altra”.

Ferrari ha aggiunto che la Cgil proseguirà la mobilitazione “sia con la manifestazione di sabato prossimo in piazza del Popolo a Roma insieme alla via Maestra sia in vista della manovra di Bilancio – per rivendicare, per l’ennesima volta, l’indicizzazione di tutta la struttura dell’Irpef all’inflazione (scaglioni, detrazioni, no tax area e trattamento integrativo). Non farlo non danneggerà solo le persone che rappresentiamo, ma l’intera economia nazionale”.