martedì, Ottobre 20, 2026
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Milano: operativo il primo spettrometro Nmr da 800 MHz nel settore privato italiano

È entrato in funzione presso la sede milanese dell’Istituto di Ricerche Chimiche e Biochimiche “G. Ronzoni” il nuovo spettrometro di risonanza magnetica nucleare (Nmr) Bruker Avance Neo da 800 MHz. Lo strumento è stato acquisito nell’ambito di BioSpecNet (Biophysical Spectroscopy Network), il consorzio scientifico costituito da Italfarmaco Spa e dall’Istituto G. Ronzoni, nato dopo oltre vent’anni di collaborazione nella ricerca strutturale e biochimica.

Secondo la nota diffusa dalle parti coinvolte, si tratta del primo spettrometro di questa potenza nel settore privato italiano e del primo a essere operativo nel Nord del Paese. In Italia esistono oggi soltanto altri tre sistemi Nmr da 800 MHz, tutti collocati in contesti universitari pubblici, mentre in Europa se ne contano poco più di 60. L’Istituto G. Ronzoni amplia così il proprio parco strumenti, che già comprende due sistemi da 500 MHz e uno da 600 MHz.

La risonanza magnetica nucleare è una tecnica che consente di osservare le molecole senza distruggerle, ottenendo informazioni sulla loro struttura e sulle interazioni reciproche. Il nuovo spettrometro permette di studiare con maggiore dettaglio proteine, polisaccaridi e altre biomolecole complesse, accelerando la ricerca e lo sviluppo di nuove terapie.

Lo strumento è inoltre dotato di una sonda CryoProbe, raffreddata a circa 20 gradi Kelvin (circa -253 °C), che riduce il disturbo di fondo e aumenta la sensibilità fino a cinque volte rispetto a una sonda tradizionale. Questa maggiore sensibilità consente di analizzare campioni a concentrazioni molto basse, aspetto cruciale nello studio di proteine disponibili in quantità limitate, come avviene spesso nella ricerca sulle malattie rare.

Coerentemente con il modello del consorzio BioSpecNet, il nuovo Nmr non sarà riservato all’uso interno: sarà reso accessibile anche a università, centri di ricerca e aziende esterne, su base di collaborazione scientifica o come servizio specialistico, con l’obiettivo di moltiplicare l’impatto dell’investimento sul territorio.

Le applicazioni previste spaziano dalla drug discovery — per osservare come un farmaco si lega al proprio bersaglio biologico — alla biologia strutturale, alla metabolomica e alla chimica dei carboidrati, quest’ultima area di storica eccellenza dell’Istituto G. Ronzoni fin dagli studi sull’eparina. La maggiore risoluzione dello strumento apre alla caratterizzazione più fine di polisaccaridi complessi, rilevante per ricerche su farmaci antitrombotici e antitumorali.

“L’entrata in funzione dell’Nmr da 800 MHz rappresenta un passaggio strategico per l’Istituto G. Ronzoni e per il sistema della ricerca italiana — afferma Marco Guerrini, direttore dell’Istituto G. Ronzoni — Disporre di una piattaforma di questo livello significa poter studiare biomolecole e interazioni farmaco-proteina con un grado di dettaglio che fino a oggi non era disponibile nella nostra struttura. È un investimento che rafforza le nostre competenze nella biologia strutturale e nella chimica dei carboidrati, ma soprattutto crea nuove opportunità di collaborazione con università, centri di ricerca e imprese impegnate nello sviluppo di terapie innovative”.

Per Christian Steinkuhler, Chief Scientific Officer Italfarmaco, “è un esempio concreto di come la collaborazione tra industria e ricerca possa generare un valore che va oltre i singoli enti coinvolti. La partnership tra Italfarmaco e Istituto G. Ronzoni, costruita in oltre vent’anni di collaborazione scientifica, ci ha permesso di mettere a disposizione della ricerca una tecnologia di frontiera, con applicazioni importanti nelle malattie rare, in oncologia e nella drug discovery. Siamo particolarmente convinti del valore di un modello nel quale un investimento dell’industria contribuisce a rafforzare un’infrastruttura scientifica e, allo stesso tempo, ne favorisce l’accesso a università, centri di ricerca e altre imprese. È così che questa collaborazione può tradursi in un acceleratore di conoscenza, innovazione e, nel lungo periodo, nuove opportunità terapeutiche per i pazienti”.