In Italia vengono eseguiti ogni anno circa 70 milioni di esami radiologici: la diagnostica per immagini è un passaggio cruciale nei percorsi di cura e per mantenere elevati standard di qualità e sicurezza è fondamentale la collaborazione tra medici radiologi e tecnici di radiologia medica. Le due professioni, pur con competenze e responsabilità distinte, lavorano fianco a fianco e concorrono ciascuna al corretto svolgimento del percorso diagnostico.
Questa esigenza di collaborazione è stata al centro della presentazione avvenuta oggi a Milano nella sede nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm), dove è stata annunciata una rinnovata intesa tra radiologi e tecnici con l’obiettivo di rafforzare il rapporto già consolidato nella pratica clinica anche sul piano scientifico e organizzativo.
“Medico radiologo e tecnico di radiologia costituiscono un binomio indissolubile”, ha detto Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm e direttore della Sc Radiologia Irccs Aom di Genova. Secondo Gandolfo, la volontà è di costruire insieme nuovi percorsi, documenti e linee guida, garantendo che ciascuno operi nel pieno rispetto della propria professionalità ma con una visione comune per migliorare organizzazione, qualità e sicurezza delle prestazioni.
La presidente Sirm ha inoltre richiamato l’attenzione sulla rapida evoluzione della radiologia: digitalizzazione, nuove tecnologie e teleradiologia stanno trasformando i servizi e possono portare a una distanza fisica tra medico e tecnico in alcuni contesti. “La teleradiologia può essere uno strumento importante per le aree disagiate, le strutture con particolari esigenze e l’emergenza, purché siano garantiti il rispetto della normativa, la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari e un’interfaccia costante tra le due professionalità”, ha aggiunto.
La collaborazione dovrà estendersi anche ai luoghi in cui si elaborano indicazioni scientifiche e organizzative per il settore, ha sottolineato la nota della Sirm, con l’obiettivo di definire riferimenti sempre più chiari e condivisi.
“Radiologi e tecnici lavorano spalla a spalla e hanno competenze differenti che devono essere riconosciute e rispettate”, ha osservato Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp. Per Catania il punto di forza è la condivisione delle azioni: si punta a dare un nuovo impulso alla collaborazione attraverso documenti, linee guida, circolari e indirizzi comuni, in modo che compiti e responsabilità siano chiari e garantiscano prestazioni di qualità ai cittadini, valorizzando le specifiche professionalità senza sovrapposizione di funzioni.
Anche Carmela Galdieri, presidente Tsrm, Tecnici sanitari di radiologia medica, ha richiamato l’importanza dei ruoli distinti e complementari: il Tsrm è responsabile degli aspetti tecnici dell’esecuzione degli esami, applicando protocolli, gestendo i parametri di acquisizione e ottimizzando la qualità delle immagini nel rispetto della radioprotezione e della sicurezza del paziente. Per Galdieri, collaborazione, rispetto reciproco e condivisione di procedure e obiettivi sono elementi fondamentali per percorsi diagnostici sempre più efficienti e sicuri.
Un primo segnale concreto di questa collaborazione verrà dal 52° Congresso nazionale Sirm di Milano, dove per la prima volta i tecnici sanitari di radiologia medica parteciperanno con una propria sessione scientifica. “È un primo passo importante e l’inizio di un percorso che vogliamo sviluppare nel tempo”, ha concluso Gandolfo, ricordando che accompagnare la trasformazione della radiologia valorizzando le competenze di tutti significa rendere il sistema più efficiente e sostenibile e garantire ai pazienti qualità e sicurezza lungo tutto il percorso diagnostico.



























































