Da Palermo a Cannes con il sogno di diventare l’Etoile dell’Opera di Parigi: è il percorso che sta tracciando Chiara Guida, ballerina classica di 16 anni, che lo scorso giugno ha compiuto gli anni. Da oltre un anno ha lasciato casa e famiglia per proseguire la sua formazione all’estero, sostenuta dai genitori con sacrificio e orgoglio.
Ha iniziato a danzare a tre anni e mezzo nella scuola Asd Taniez, diretta da Daniela Catalano. In seguito ha aggiunto alla sua preparazione anche danza moderna e contemporanea con la maestra Daniela Passafiume: «Tutto serve — dice Chiara — per acquisire tecnica e formazione completa e devo dire grazie alle mie insegnanti».
A 12 anni supera l’audizione per il corso introduttivo dell’Opera di Roma ed entra in accademia. Un anno dopo, durante uno stage a Palermo, Eleonora Abbagnato la vorrebbe al Balletto di Roma, ma il suo cammino prende altre direzioni. Nel 2024 partecipa al concorso “Premio Vienna”, che le vale diverse borse di studio assegnate da insegnanti riconosciuti; nello stesso anno supera anche l’audizione del Teatro San Carlo di Napoli all’età di 14 anni e quella dell’accademia Aba di Alen Bottaini a Torino. Davanti al primo consistente bivio, valuta l’ipotesi di trasferirsi a Napoli ma prosegue su un altro sentiero.
«Grazie alla fiducia delle mie maestre — racconta — ho partecipato all’audizione per entrare all’accademia Pnsd Rosella Hightower di Cannes». Dopo una settimana intensa di lezioni supera la doppia selezione e da settembre 2025, a 15 anni, frequenta la prestigiosa scuola in Francia. «Anche se è stato un anno duro e pieno di sfide personali — aggiunge — ho superato l’anno accademico con ottimi voti e gli insegnanti interni e la direttrice dell’accademia hanno riconosciuto in me una buonissima tecnica e delle basi solidissime».
La danza per Chiara è anche una forma di espressione personale: «Danzo perché è l’unico modo che trovo per riuscire a manifestare tutto ciò che non sono capace di esprimere a parole e quando lo faccio mi sento libera, sono me stessa al cento per cento. Quando metto piede in sala di danza vengo avvolta da un mondo affascinante che mi fa staccare la mente, per qualche ora, da tutto quello che è la realtà. È il momento in cui riesco a pensare solo a me, a ciò che mi fa stare bene, a lasciare tutti i pensieri fuori da quello spazio che per me è sacro, che mi fa crescere come persona e come artista».
La famiglia — la madre Idria, il padre Aldo e il fratellino Francesco — resta un punto di riferimento nonostante i 850 chilometri di distanza. «Senza la mia famiglia e senza le mie insegnanti che mi supportano e credono in me — riconosce Chiara — non sarei felice allo stesso modo, perché avere delle persone che ti sostengono nei momenti più belli, ma anche più difficili della vita, è fondamentale per affrontare le sfide più dure, anche quella, a volte, della solitudine che magari bussa al cuore. Ho loro, le persone a cui voglio bene, amici, la danza ed è tutto quello che mi serve».
La prima insegnante Daniela Catalano, responsabile della Asd Taniez, ricorda i primi passi di Chiara: «Era la più piccola di tutte, appena 3 anni e mezzo e di solito le facciamo iscrivere più grandette, ma era davvero talentuosa, vedevo la luce quando entrava in sala. Sempre attentissima, una bambina speciale, ha dato subito l’impressione di essere nata per questo. Si è instaurato un rapporto bellissimo. Era la prima ad arrivare, l’ultima ad andarsene». Catalano sottolinea come il legame tra ex allieva e maestra prosegua: «Chiara continua a darci soddisfazioni enormi. Aveva superato le audizioni all’Opera di Roma, quando ha passato anche le prove per il San Carlo di Napoli e l’accademia di Cannes, le ho consigliato l’estero perché il sistema funziona meglio e la sua crescita è seguita meglio».
I primi tempi in Francia «sono stati piuttosto difficili per lei» e Catalano l’ha seguita da remoto, ma sapeva che sarebbe rimasta lì per l’amore per la danza. Non è l’unica ragazza della scuola a intraprendere questo percorso: «Quando riconosciamo i talenti, li incoraggiamo ad andare altrove, mentre tante scuole tendono a tenerseli».
Per il futuro immediato, Chiara proseguirà il percorso all’accademia per altri tre anni e potrà collaborare in diversi spettacoli. Sul possibile salto all’Opera di Parigi Catalano osserva con pragmatismo che «intanto è in Francia — ogni accademia ha i propri canoni. E c’è un bel percorso di studi da fare. Oggi Chiara è serena ed è la cosa più importante; ha dei bravi insegnanti, tante discipline, di mattina studia danza e di pomeriggio ha la scuola come tutti i ragazzi della sua età, peraltro in francese. Lei si è adattata subito. L’amore per quello che fa l’aiuta ed è stato importante avere costruito una rete di amicizie, avere fatto gruppo con gli italiani lì presenti e non solo. Noi continuiamo a supportarla da qui, mentre alimenta la sua luce tenuta accesa dalla grande passione per la danza».





























































