Non aspettare che ondate di calore o nubifragi rendano invivibili le piazze: serve anticipare il cambiamento, non rincorrere le emergenze. Con questo principio è stato presentato GreenUP Piemonte, progetto pilota sul verde urbano e sui nuovi modelli territoriali promosso dalla Fondazione Agrion con Regione Piemonte, ANCI Piemonte, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, UNCEM Piemonte e Asproflor.
Il progetto, definito da Giacomo Ballari, presidente della Fondazione Agrion, «l’unico in Italia», ha come obiettivo primario riportare la natura e i suoi benefici dentro i contesti urbani, rendendola parte della quotidianità e trasformando il verde in una vera infrastruttura al servizio del territorio. Tra le finalità indicate ci sono la produzione di ombra, la permeabilità dei suoli, la gestione delle piogge, la tutela della biodiversità, il miglioramento della qualità dell’aria e l’accessibilità degli spazi pubblici.
Una tappa importante del percorso si è svolta giovedì 15 ottobre nella campagna tra Manta e Falicetto, dove Agrion opera da anni. Dal 23 febbraio, data legata al lancio del progetto, sono state consegnate ai primi 30 Comuni aderenti le analisi territoriali elaborate con GestMi, il «cuore metodologico» del programma biennale composto da cinque fasi operative. Contestualmente è stato inaugurato il GreenUP Innovation Lab, il laboratorio a cielo aperto attorno alla sede Agrion che consente l’osservazione diretta delle soluzioni proposte.
Il numero dei Comuni aderenti è cresciuto: dalle 30 amministrazioni iniziali si è passati a 50 con l’ingresso di un nuovo gruppo di 20 enti. L’intento è collegare dati e ricerca per fornire alle amministrazioni strumenti di pianificazione: GestMI, sistema ideato e realizzato da Marika Cattaneo, coordinatrice di GreenUP, comprende 18 capitoli di analisi che integrano indicatori ESG con nuovi parametri ambientali, economici, sociali e territoriali e si configura come un «cruscotto gestionale». «Con questo strumento operativo colleghiamo dati che di solito rimangono separati e li trasformiamo in indicazioni utili per amministrare. Ogni Comune può capire che cosa sta accadendo, quali effetti produce sulla comunità e dove conviene intervenire. Più crescerà la rete, più potremo leggere anche le esigenze di vallate e territori interi», ha sottolineato la coordinatrice.
Il GreenUP Innovation Lab, realizzato in collaborazione con Asproflor e coordinato da Matteo Bontà con il supporto di Luca Zanellati, Ariele Muzzarelli e Lorenzo Berra, si articola in quattro ambiti dimostrativi: clima urbano, con alberature e vegetazione stratificata per ombra e comfort termico; biodiversità, con composizioni favorevoli agli impollinatori; dimensione sociale, con spazi di incontro e benessere; vegetazione funzionale, per valutare il contributo delle piante alla qualità dell’aria, al suolo e alla gestione dell’acqua. Nel laboratorio sono presenti anche un dispositivo per lo smaltimento delle cicche e un’oasi per api e insetti.
Agrion segnala che fino a un quinto della biodiversità europea trova spazio in aree urbane come viali, parchi e giardini, che svolgono servizi ecosistemici fondamentali per l’impollinazione e la qualità dei prodotti agricoli locali. Nel laboratorio trovano spazio più di 15 aziende e startup che offrono soluzioni per rigenerare gli spazi urbani. «Sistemi per il microclima e l’irrigazione intelligente, soluzioni per l’attecchimento delle piante, materiali innovativi, illuminazione adattiva, recupero delle risorse, rilievi con droni e strumenti digitali», ha elencato Matteo Bontà, responsabile Area Progettazione AGRION e coordinatore dello sviluppo del GreenUP Innovation Lab. Sono in corso 25 tesi di prova agronomica in campo: alcune avviate a inizio anno con primi risultati, mentre dalla primavera sono partite sperimentazioni anche nei Comuni della rete. Il Living Lab è pensato per diventare diffuso, permettendo di osservare risultati, confrontare soluzioni e trasferire indicazioni concrete a progettisti, imprese del verde e amministrazioni.
Il laboratorio è aperto ad altre imprese, startup, professionisti ed enti di ricerca per alimentare un patrimonio condiviso di dati e competenze utile alle politiche sul verde urbano, all’adattamento climatico e al ripristino della natura. Il modello potrà anche sostenere i percorsi delle tre Riserve della Biosfera MAB UNESCO piemontesi, indicate come territori chiamati a diventare laboratori viventi di equilibrio tra natura, persone ed economia.
Alle consegne dei report e al confronto pomeridiano hanno preso parte rappresentanti istituzionali. Luca Robaldo, presidente della Provincia di Cuneo, ha detto: «Sono felice e grato ad Agrion per avere consentito alla Provincia di partecipare al lancio di GreenUp. Si tratta di un progetto che aiuterà i nostri Comuni a gestire le aree verdi ed il verde urbano. Temi rispetto ai quali serve formazione e informazione, sia nei confronti dei cittadini sia rispetto ai dipendenti». Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo della Regione Piemonte, ha evidenziato il legame tra qualità delle produzioni agroalimentari e territorio, definendo GreenUP «una leva avanzata nell’affrontare temi chiave come il cambiamento climatico, la sostenibilità economica e il ruolo delle comunità locali». Marco Gallo, assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna e alla Biodiversità, ha osservato che i report di GreenUP aiutano le amministrazioni a leggere i bisogni del territorio e a definire priorità, auspicando collaborazione tra Comuni per rendere i paesi più resilienti.
Sergio Ferraro, presidente di Asproflor, ha dichiarato che la partecipazione al progetto è coerente con l’obiettivo di creare spazi che migliorino la qualità della vita e ha sottolineato l’importanza di unire esperienza sul campo e ricerca per offrire alle amministrazioni indicazioni utili per costruire comunità più vivibili e resilienti.
Tra i Comuni piemontesi coinvolti nel progetto figurano: Alba, Argentera, Bra, Borgo Ticino, Busca, Burolo, Cavour, Cumiana, Cherasco, Carpeneto, Condove, Candiolo, Cuneo, Elva, Fossano, Govone, Lagnasco, Manta, Monasterolo di Savigliano, Moretta, Orbassano, Ovada, Pianezza, Pancalieri, Pinasca, Piozzo, Rivarolo Canavese, Saluzzo, Santena, Settimo Rottaro e Oleggio Castello.
Come ha sintetizzato Giacomo Ballari, l’obiettivo è «costruire oggi i luoghi in cui cresceranno i nostri figli» e offrire ai sindaci uno spazio dove confrontarsi con ricercatori e imprese per conoscere soluzioni concrete e capire come applicarle al proprio territorio, anticipando così il clima di domani.






























































